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Morte Denis Bergamini ultime notizie: ecco come è stato ucciso, le prove del delitto

Morte Denis Bergamini: importanti novità sulla perizia medica relativa al misterioso decesso del calciatore del Cosenza avvenuto il 19 novembre 1989 a Roseto Capo Spulico, e che per i magistrati titolari della nuova inchiesta non morì suicida ma “fu soffocato ed era già morto prima di essere coricato sotto il camion”. Ebbene, secondo le indiscrezioni di queste ore Bergamini sarebbe stato stordito con cloroformio e soffocato con un sacchetto. La Gazzetta dello Sport ha reso note le 84 pagine della trascrizione dellʼincidente probatorio fatto il 29 novembre 2017 con i periti che hanno esaminato la salma riesumata del calciatore del Cosenza.
La verità sulla morte di Denis Bergamini: stordito con cloroformio e soffocato con un sacchetto

I periti che hanno esaminato la salma del giocatore, riesumata a luglio 2017, trovarono un corpo che a 28 anni dalla sepoltura si era presentato incredibilmente intatto e sul quale sono stati condotti test che hanno permesso di arrivare alla verità scientificaNon fu infatti suicidio, ma omicidio: Bergamini fu prima stordito con cloroformio, poi soffocato con un sacchetto di plastica e infine posto sotto la ruota di un camion che lo ha schiacciato, quando era già morto o “in limine vitae”. Suicidio inscenato, quindi, e ora smascherato. Sono tre gli indagati: l’ex fidanzata della vittima, Isabella Internò, il marito poliziotto, Luciano Conte, e Raffaele Pisano, l’autista del camion sotto il quale venne fatto trovare il cadavere di Bergamini, lungo la strada statale 106 jonica.

Morte Denis Bergamini ultime notizie: terza persona indagata, è un poliziotto

L’incidente probatorio ha ribaltato l’esito della autopsia del 1990. Tra gli errori messi in evidenza, per esempio, quello “squarcio di 25 centimetri all’altezza del bacino di Bergamini che è da posizionare a sinistra e non a destra, come era stato refertato”. Gli indagati all’epoca dei fatti avevano sempre parlato del “tuffo” del calciatore sotto le ruote del mezzo, in realtà Bergamini “è stato aperto da sinistra a destra e il corpo è esploso come un frutto schiacciato da una mano. Solo che era già morto quando ciò è avvenuto. Altro che tuffo. (…) La ruota ha sormontato a bassa velocità un corpo disteso e inerme (…)” lasciando “arti superiori, inferiori e viso perfettamente integri e puliti”. Sulla salma mummificata è stata utilizzata la glicoforina, “una proteina usata a livello internazionale da tutti gli anatomopatologi impegnati a dimostrare una vitalità presente nelle lesioni”. “Bergamini” – riporta La Gazzetta – “è stato prima stordito con del cloroformio (o una sostanza simile impossibile da rintracciare), poi soffocato in modo soft forse con un sacchetto di plastica e infine fatto sormontare dalla ruota del camion all’altezza del bacino, per simulare il suicidio”. Le indagini vanno avanti, non si escludono nuovi indagati.

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