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Morte Marco Vannini news: la prova che al processo incastra i Ciontoli, parla Roberta Bruzzone

Morte Marco Vannini ultime notizie: il racconto del medico del 118 che diede i primi soccorsi al ventenne di Cerveteri, agonizzante perché ferito da un colpo di arma da fuoco esploso a bruciapelo dal padre della sua fidanzata, pesa come un macigno sugli imputati. A processo con l’accusa di omicidio volontario con dolo eventuale, Antonio Ciontoli, la moglie Maria Pezzillo e i loro due figli, Martina (nonché fidanzata di Marco) e Federico, e con l’accusa più lieve di sola omissione di soccorso, Viola Giorgini, fidanzata di Federico Ciontoli presente in casa a Ladispoli al momento dello sparo.

MARCO VANNINI PROCESSO FAMIGLIA CIONTOLI

Sull’importanza della deposizione del medico al processo, che si sta svolgendo in Corte di assise a Roma, è tornata anche la dottoressa Bruzzone sulle pagine del settimanale Giallo. Il medico, che ha tentato il tutto per tutto per salvare la vita al povero Marco durante la disperata corsa verso l’ospedale Policlinico Gemelli di Roma, precisa la nota criminologa che “è stato molto preciso nel descrivere le condizioni in cui versava Marco al momento in cui è stato caricato sull’eliambulanza. Ha parlato di shock emorragico evidente e di condizioni disperate. Il giovane continuava a chiamare la sua mamma anche durante i suoi ultimi istanti di vita. Dalla testimonianza è emerso chiaramente però un dato cruciale per la ricostruzione dei fatti: Marco è sopravvissuto almeno tre ore dall’esplosione del colpo di arma da fuoco che lo ha ferito a morte”.

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Circostanza, questa, che per la Bruzzone è determinante per stabilire che: “Se Marco fosse stato soccorso nell’immediatezza del fatto sarebbe sopravvissuto. Ma sappiamo fin troppo bene che così non è andata”. “Quanto riferito dal medico in aula lo ritengo più che sufficiente per chiarire la vicenda. Non ritengo servano ulteriori perizie. La scelta di non chiamare subito il 118 per Marco è stata fatale ma rispondeva a una precisa esigenza dei Ciontoli: cercare di farla franca eliminando uno scomodo testimone di un evento che, con ogni probabilità, si è svolto in maniera diversa da ciò che i Ciontoli hanno raccontato. E questo si chiama omicidio volontario”.

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