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Morte Marco Vannini news, nuovi testimoni rivelano a Quarto Grado: “Ciontoli ha la pistola facile”

Morte Marco Vannini news, due testimoni rivelano a Quarto Grado: “Ha la pistola facile”

Morte Marco Vannini news Quarto Grado: mentre il processo a carico della famiglia Ciontoli e Viola Giorgini è giunto alle battute finali, una clamorosa indiscrezione potrebbe aggravare la già seriamente compromessa posizione del principale imputato Antonio Ciontoli, alla sbarra in Corte d’assise a Roma insieme alla sua famiglia con l’accusa di omicidio volontario con dolo eventuale (Viola Giorgini deve invece rispondere dell’accusa di omissione di soccorso).

Il Sottufficiale di Marina che, ormai è risaputo, si è attribuito la responsabilità del presunto colpo di pistola accidentale che ha ferito alla spalla il 20enne bagnino di Cerveteri, nonché fidanzato di sua figlia Martina, avrebbe la pistola facile. La giornalista di Quarto Grado che sta seguendo da vicino l’inchiesta e il processo sulla morte di Marco Vannini, ha infatti intercettato due testimoni che non fanno parte dell’inchiesta. Si tratta di due uomini che anni addietro, prima che si verificassero i fatti di Ladispoli, si sarebbero imbattuti casualmente in Antonio Ciontoli, che li avrebbe minacciati puntandogli contro la sua pistola d’ordinanza.

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Testimone inguaia Antonio Ciontoli: “Mi puntò contro la sua pistola”

“Era l’estate del 2014, luglio o agosto, non ricordo con precisione” – ha raccontato il primo testimone che si è fatto riprendere di spalle per tutelare il figlio minorenne, rendendosi tuttavia disponibile a testimoniare in Procura – “percorrevo in auto un tratto sull’Aurelia e un’auto davanti a me andava troppo veloce, così abbassai il finestrino per dire al conducente ‘perché vai così veloce'”. A quel punto l’uomo alla guida di quella vettura (una BMW scura identica a quella dell’imputato) lo avrebbe guardato, “poi tirò fuori la pistola e me la puntò contro”. Quell’uomo per il testimone era proprio Antonio Ciontoli: “Ho rallentato immediatamente, l’ho fatto andare avanti … mi sono spaventato, avevo paura fosse alterato da qualche sostanza. Poi la prima volta che ho visto questo caso (quello Vannini ndr) in tv mi è venuto un flash, ho subito riconosciuto quella persona, l’ho detto anche a mia moglie, provai anche a chiamare in trasmissione per dirlo”. Il testimone anonimo “non ha motivo di avercela con Antonio Ciontoli”, ha spiegato la giornalista di Quarto Grado, precisando anche la sua disponibilità a riferire tutto ai carabinieri e l’impegno nel cercare ‘prove’ dell’episodio narrato, giacché non fu mai denunciato. Dai tabulati telefonici, infatti, si potrebbe risalire alla telefonata che il signore effettuò a Quarto Grado allo scopo di rivelare di aver riconosciuto in Antonio Ciontoli l’uomo che gli avrebbe puntato contro la pistola.

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Antonio Ciontoli, secondo testimone: “Mi minacciò con la pistola”

Sempre durante la diretta di ieri, a Quarto Grado si è parlato anche di un secondo testimone, che ha chiesto di non essere ripreso dalle telecamere, che alla inviata del programma ha rivelato di essere stato minacciato da Antonio Ciontoli. L’episodio narrato è analogo al precedente: i fatti risalirebbero al 2013, Ciontoli lo avrebbe inseguito a bordo della sua auto per non aver rispettato una precedenza allo Stop e dal finestrino “Per intimidirmi mi puntò contro la pistola” , ha asserito l’uomo alla giornalista.

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