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Morte Marco Vannini news processo: sparo pistola riprodotto in aula, la richiesta della famiglia

Morte Marco Vannini news processo: si torna in aula, presso la corte d’Assise di Roma, per una nuova udienza relativa al procedimento a carico della famiglia Ciontoli e di Viola Giorgini in merito al decesso del ventenne di Cerveteri, avvenuto la notte del 18 maggio 2015.

Oggetto di dibattito quest’oggi l’esito della super perizia disposta dalla Corte, che ha stabilito che se soccorso in tempo Marco Vannini si sarebbe salvato. I legali della famiglia Vannini hanno chiesto che venga riprodotto in aula il suono dello sparo che cagionò la morte del ragazzo, giacché gli imputati hanno sempre sostenuto di non avere percepito che il rumore “come di vetri rotti” fosse in realtà un colpo di arma da fuoco, e di non aver dunque capito che nella casa di Antonio Ciontoli a Ladispoli Marco Vannini fosse stato ferito da un colpo di pistola, esploso “accidentalmente” dal padre della sua fidanzata Martina.

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Possibile infatti che nessuna delle 5 persone presenti in quella casa al momento dei fatti si sia resa conto che Marco Vannini aveva sulla spalla una ferita cagionata da un proiettile? Un interrogativo al quale il processo deve assolutamente dare una risposta, a detta dei legali della famiglia Vannini.

“Per questo, spiega l’avvocato Gnazi, abbiamo presentato istanza per accertare come sia percepibile l’esplosione del colpo di pistola nei luoghi in cui è partito visto che nessuno dei presenti dichiara di aver sentito né il rumore né l’odore della polvere da sparo (che le prove dello stub hanno accertato essere presenti sui loro corpi ndr). Sembrano affermazioni fuori dalla ragionevolezza”, ha detto l’avvocato Celestino Gnazi.

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La Corte oggi deciderà se accogliere o meno la richiesta della famiglia Vannini. “Se la corte accetterà l’istanza utilizzeremo un sistema portatile per il tiro in sicurezza, il recupero dei proiettili, disponendo che si proceda alla misurazione fisica del rumore prodotto dallo sparo” – ha precisato l’avvocato Gnazi – “L’esperimento dovrà essere effettuato nei luoghi dove gli imputati hanno dichiarato sia accaduto il tragico evento. Chiederemo che siano presenti anche i difensori e consulenti della famiglia Ciontoli”.

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