di Michela Becciu in

Morte Marco Vannini news: soldi e vestiti spariti nel nulla, ancora troppi misteri irrisolti


 

Morte Marco Vannini news: soldi e vestiti spariti nel nulla, ancora troppi misteri irrisolti. Cosa è successo in aula nell’udienza del 12 maggio

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Marco Vannini processo: il giallo delle banconote sparite nel nulla

Morte Marco Vannini, news processo: nuova udienza, ieri 12 maggio, del processo sul decesso del 20enne di Cerveteri, che vede al banco degli imputati in Corte d’Assise a Roma il padre della fidanzata Martina, Antonio Ciontoli, quest’ultima, la madre e il fratello Federico (tutti accusati di omicidio volontario con dolo eventuale) e la sua fidanzata Viola Giorgini, accusata di omissione di soccorso. Nell’udienza di ieri hanno preso parole due importanti testimoni di parte civile molto: il datore di lavoro di Marco Vannini e una vicina di casa dei Ciontoli.

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Il primo teste, Massimiliano Montini titolare di una spiaggia attrezzata di Ladispoli dove la vittima lavorava come bagnino, ha confermato che la mattina del 17 maggio 2015 (il giorno della tragedia) Marco aveva lavorato in spiaggia fino alle 19:40 e prima di andarsene era stato da lui retribuito per il lavoro di due giorni, con due banconote da 50,00 euro. Da questo particolare è emerso poi un aspetto ancora non chiarito: di quel denaro non sarebbe mai stata trovata traccia. Le banconote non furono infatti mai ritrovate tra gli oggetti restituiti ai genitori di Marco post mortem. Un particolare messo in evidenza dalla trasmissione Chi l’ha visto? nella edizione giornaliera.

Marco Vannini: è ancora mistero sui suoi abiti

Il giallo dei 100,00 euro però non è l’unico ad essere ancora insoluto in questa tragica ed assurda vicenda. Anche la maglietta che Marco Vannini indossava dal 20enne quando quella mattina uscì di casa non è mai stata ritrovata. Riguardo all’abbigliamento del giovane, il suo datore di lavoro ha inoltre precisato che quel giorno il ragazzo indossava una canotta rossa con pantaloncini azzurri ed aveva con sé anche uno zaino.

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Ebbene, come anche il processo ha fatto emergere finora, ad oggi ancora non si capito come fosse vestito Marco la notte in cui il suocero gli sparò ‘accidentalmente’, giacché la maglietta con il foro del proiettile non è stata ritrovata nella villetta dei Ciontoli a Ladispoli, dove si è consumata la tragedia, né loro l’hanno fornita agli inquirenti. Non si sa addirittura se quando fu ferito si trovasse davvero nella vasca da bagno, come riferiscono gli imputati, giacché la casa all’arrivo dei soccorritori era stata ripulita e le tracce di sangue quasi totalmente rimosse.

La vicina di casa di Antonio Ciontoli testimone al processo

La vicina di casa dei Ciontoli ha riferito ai giudici dei particolari molto importanti: mentre udiva le urla strazianti di Marco prevenire da casa Ciontoli, avrebbe visto Federico Ciontoli e la fidanzata Viola procedere trafelati verso la casa del giovane. Lui aveva spostato l’auto mentre lei aveva appena gettato un secchio nel bidone della raccolta differenziata. La teste ha detto di aver chiesto alla ragazza se andasse tutto bene, viste le urla udite, e Viola l’avrebbe tranquillizzata, dicendole che Marco era stato colto da un semplice attacco di panico e che erano in cinque a prendersi cura di lui.

Il prossimo 6 luglio sarà Antonio Ciontoli, principale accusato, a deporre in aula ma prima, il 14 giugno, avrà luogo un altro importante momento: sarà conferito l’incarico agli esperti che dovranno eseguire la perizia collegiale chiesta dalla Corte d’Assise.

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