di M.B. Michela in , ,

Morte Marco Vannini processo news, medico Procura in aula: “Ucciso da emorragia, si poteva salvare”


 

Morte Marco Vannini processo news, medico Procura in aula: “Ucciso da emorragia, si poteva salvare”. I periti lo hanno ben spiegato: la ferita al braccio provocata dal proiettile era “secondaria”, il ritardo nei soccorsi è stata la causa del decesso del 20enne di Ladispoli

marco vannini processo news 12 ottobre

Morte Marco Vannini news a Quarto Grado: nuova udienza del processo a carico della famiglia Ciontoli e di Viola Giorgini in corte d’assise a Roma, dove ha preso parola uno dei medici che hanno prodotto la super perizia disposta dal giudice per stabilire se il 20enne si sarebbe potuto salvare se soccorso in tempo.

Come già noto la convinzione dei tre periti incaricati è stata inequivocabile: Marco Vannini non sarebbe stato ucciso dal colpo di arma da fuoco che gli perforò la spalla sinistra, ma da una emorragia interna dovuta al ritardo (110 minuti) nei soccorsi. Il consulente medico della Procura in aula lo ha spiegato in maniera chiara ed esaustiva: “Il caso di Marco era un codice rosso”, ma come sappiamo sull’ambulanza chiamata con vergognoso ritardo dalla famiglia Ciontoli non c’era un medico, poiché sia Antonio Ciontoli, e prima il figlio e la moglie, non dissero al telefono all’operatrice che il ragazzo era stato colpito da un proiettile che aveva ancora in corpo, e parlarono invece di un “buchino” provocatogli alla spalla da un pettine appuntito. Ecco perché il 118 arrivò a Ladispoli in codice verde.

I periti hanno stabilito il ruolo causale diretto tra il ritardo nei soccorsi e le cause del decesso del 20enne di Ladispoli, colpito da un proiettile nella tarda serata del 17 maggio 2015, mentre si trovava a casa della fidanzata Martina. Ad esplodere il corpo, a suo dire partito accidentalmente, il padre della ragazza, Antonio Ciontoli. L’uomo, così pure la moglie e i figli Martina e Federico, sono imputati per omicidio volontario con dolo eventuale, mentre la fidanzata di Federico, Viola Giorgini (presente in casa al momento dell’accaduto) deve rispondere solo di omissione di soccorso.

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L’intervento chirurgico per l’estrazione del proiettile, ha dichiarato il medico in aula, sarebbe stata la cosa più semplice da fare, e se dopo lo sparo Marco fosse stato trasportato subito in ospedale si sarebbe salvato senza alcun dubbio. Ad ucciderlo è stata la lenta e progressiva perdita di sangue provocata dallo spostamento del proiettile, dentro il suo corpo per molto tempo, visto che i Ciontoli hanno scelto di non dargli immediato soccorso, ma di temporeggiare cercando maldestramente di camuffare ciò che era realmente accaduto in quella casa. “La ferita al braccio era una cosa secondaria, Marco doveva essere operato, è morto di emorragia interna”, ha precisato il medico in aula. La prossima udienza è fissata per il prossimo 29 gennaio, verranno sentiti i testimoni dei Ciontoli.

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