di M.B. Michela in

Morte Maria Ungureanu abusi, la difesa dei Ciocan accusa il padre: “Era lui ad abusare di lei”


 

Morte Maria Ungureanu abusi, la difesa dei Ciocan accusa il padre: “Era lui ad abusare di lei”. Le parole della criminologa Ursula Franco

intervista ursula franco

Morte Maria Ungureanu, ultime notizie: la criminologa Ursula Franco, del pool difensivo dei fratelli Daniel e Cristina Ciocan indagati a piede libero per il presunto omicidio della bimba rumena trovata morta il 19 giugno di un anno fa, ha rilasciato a UrbanPost delle dichiarazioni in merito al caso.

La Franco ribadisce la sua posizione: i fratelli Ciocan non hanno ucciso la piccola, la quale sarebbe annegata accidentalmente nella piscina del resort a San Salvatore Telesino (Benevento), dove fu rinvenuta cadavere. Non solo, la criminologa ci dice apertamente che il responsabile degli abusi sulla piccola sarebbe suo padre Marius“Riguardo a certe presunte indiscrezioni trapelate giorni fa sulla stampa scandalistica vorrei precisare che la povera Maria Ungureanu non si è mai confidata con nessuno riguardo alle violenze che subiva e che era suo padre Marius Ungureanu ad abusare di lei”.

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Maria Ungureanu, come accertato dalla autopsia, fu abusata l’ultima volta prima di trovare la morte: “Secondo le risultanze delle indagini, infatti, Maria fu abusata un’ultima volta, poche ore prima di morire, mentre si trovava in casa con entrambi i genitori, inoltre, l’unico dato riferibile ad una violenza sessuale è lo sperma del padre repertato dai RIS su una maglietta appartenente alla bambina e sulla copertina del suo lettino. Per quanto riguarda la maglietta, sia al momento del sequestro che in seguito, i genitori della Ungureanu hanno riferito a chi indagava che quel capo d’abbigliamento era in uso esclusivo alla povera Maria”.

L’incidente che avrebbe causato la morte della piccola, sarebbe avvenuto – sempre secondo la ricostruzione della difesa dei Ciocan – in presenza di un’amichetta della vittima, che a detta di Ursula Franco sarebbe a conoscenza di dettagli importanti sulla dinamica dei fatti, però trascurati dagli inquirenti: “Aggiungo che, ormai da più di un anno sostengo che durante l’annegamento, che fu semplicemente un evento accidentale, Maria Ungureanu si trovava in compagnia di un’amica più grande di lei, il suo nome è agli atti, Maria aveva un appuntamento con lei per una passeggiata già dal giorno precedente e proprio lei cercò poco prima di morire. Nessuno vide le due ragazzine entrare nel giardino con la piscina perché, sapendo che non avrebbero potuto entrarci, vi sgattaiolarono di nascosto. Dopo l’incidente, l’amica di Maria fuggì perché, proprio a causa di una sua leggerezza, intervenne un fatto gravissimo del quale temette di dover rispondere non solo alle autorità ma anche ai propri genitori”.

“La testimone presente durante l’annegamento di Maria, quando è stata interrogata ha capito che gli inquirenti erano disinteressati ai suoi movimenti del 19 giugno 2016” – ha poi precisato la dottoressa Franco – “ed erano invece molto indaffarati nel cercare di incastrare i Ciocan sulla base di un assurdo convincimento del magistrato inquirente, si è pertanto limitata a raccontare i fatti del giorno precedente, fatti che non hanno alcuna rilevanza né riguardo alla morte né riguardo alle violenze che la Ungureanu subiva, l’amica ha descritto un quadro riferibile semplicemente ad una caduta dalla bicicletta, nulla di più. Ciò che mi preoccupa è che l’autore delle violenze non sia neanche indagato e sia pertanto libero di reiterare”.

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