di M.B. Michela in ,

Morte Mario Biondo, il caso sarà archiviato? Intervista esclusiva alla madre: “Ci opporremo!”


 

Morte Mario Biondo, il caso sarà archiviato? Intervista esclusiva di UrbanPost alla madre, Santina D’Alessandro: “Ci opporremo!”

intervista alla madre di mario biondo

Mario Biondo si è ucciso, impiccandosi con un foulard alla libreria nella casa a Madrid dove viveva con la moglie Raquel Sanchez Silva, come sostengono gli inquirenti spagnoli, o è stato ucciso? La famiglia, che dalla prima ora ha escluso categoricamente la tesi del suicidio, lotta da anni per la verità. Grazie alla pervicacia di mamma Santina D’Alessandro e di papà Pippo Biondo, un fascicolo di inchiesta è stato aperto dalla procura di Palermo con una ipotesi di reato ben chiara: omicidio volontario aggravato dalla premeditazione.

Un’indagine quella dei pm italiani che ha messo in luce presunte incongruenze nei verbali degli inquirenti spagnoli, reticenze della moglie di Mario Biondo e dichiarazioni mendaci del medico legale spagnolo che svolse l’autopsia. Aspetti anomali e degni di approfondimento che però in questi anni non si sono tradotti in una svolta investigativa concreta che possa portare alla conferma della tesi dell’omicidio o alla iscrizione nel registro degli indagati di qualche nome. Non solo: è di queste ore l’indiscrezione (ancora ufficiosa) di una possibile imminente richiesta di archiviazione delle indagini. A tal proposito UrbanPost ha interpellato la madre di Mario, per chiedere a lei direttamente cosa sta succedendo e come la famiglia Biondo si comporterebbe di fronte a tale eventualità.

Ecco cosa ci ha risposto la signora Santina D’Alessandro:

Santina, a quasi quattro anni dalla morte di Mario sentiamo parlare di “possibile imminente richiesta di archiviazione” delle indagini, quindi chiedo a lei: cosa sta accadendo? La procura di Palermo vuol dar ragione al suo perito, il dottor Paolo Procaccianti, che ha avallato la pista del suicidio confermata dagli inquirenti spagnoli? Qual è la vostra posizione?

“Posso dire cosa è accaduto ma non ciò che sta accadendo, perché in realtà nessuno dalla Procura ci ha inviato una Pec o ci ha comunicato di questa probabile richiesta di archiviazione. Lo abbiamo saputo ieri da una giornalista che mi ha chiamato dicendo ‘E’ arrivata un’Ansa, non si sa bene chi è il mittente, probabilmente pensiamo la Procura, dove si dice che il fascicolo trasferito a Roma è tornato a Palermo e che opta per la richiesta di archiviazione’. Devo dire che noi sapevamo che il fascicolo fosse stato inviato a febbraio a Roma, perché abbiamo avuto un incontro con il pm Ferrara un paio di mesi fa e l’ho visto un po’ scoraggiato […] ci ha detto che avrebbe spedito il fascicolo a Roma. C’è inoltre da dire che noi a giugno 2016 abbiamo presentato tre relazioni che confermano l’ipotesi omicidiaria: due medico legali e una del professor Maurizio Cusimano che non dà spazio a dubbi e dice che Mario è stato posizionato su quella libreria quando era in rigor mortis”

Eh sì, le foto del corpo esanime di Mario che sono state scattate sul luogo del ritrovamento il 30 maggio 2013 …

“Quelle immagini parlano da sole. Anche se il perito di parte, il professor Procaccianti, ha integrato su richiesta della Procura la sua relazione dopo avere avuto quelle foto, in realtà leggendo la sua relazione si nota come lui tutto fa tranne che analizzare le foto. Lui non fa altro che accusare il nostro perito di parte, facendolo passare per incompetente agli occhi dei nostri pm. E questa non è una cosa che dovrebbe fare un professionista. Lui di quelle foto non ha dato nessuna spiegazione, e ha parlato di suicidio. Poi tra l’altro in questa Ansa che è uscita ieri e in altri articoli si parla del fatto che Procaccianti ha trovato tracce di cocaina e alcol, e quindi pensa che il presunto suicidio sia il frutto di un momento di pazzia di Mario. Allora, io ho quella relazione e le posso assicurare che nella sua prima relazione – quando ha fatto l’esumazione – dichiara che visto che il corpo di mio figlio è stato trattato con la formalina, non ha potuto verificare né provare nemmeno il quantitativo di cocaina perché, essendo un corpo trattato con la formalina, il tessuto dà problemi. La formalina distrugge tutto, non c’è niente da fare, quindi come fa a dire questo di mio figlio? In realtà si è avvalso di quello che hanno detto in Spagna. Ma lui personalmente non ha potuto verificare … l’unica cosa che ha fatto – perché gliel’ho chiesto io davanti ai pm quando gli è stato conferito il mandato – è stato di analizzare i capelli di mio figlio: come mai il capello è risultato negativo alla cocaina e ora mio figlio viene dipinto come un cocainomane? Un’altra cosa importante è che al professor Procaccianti è stato affidato un incarico dalla procura di Palermo – che aveva aperto un fascicolo per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione (quindi si parla di omicidio e non suicidio) – di effettuare la esumazione; ebbene, non avrebbe dovuto prendere il corpo di mio figlio e al cimitero stesso, nella sala accessoria, eseguire l’autopsia su un tavolo di marmo; lui ha fatto una autopsia a occhio. Dietro il cimitero c’è il Policlinico e l’Istituto anatomico: lui doveva fare lì l’esumazione o almeno una tac o dei raggi e invece i suoi accertamenti li ha fatti sul tavolo del cimitero”.

Quindi è stato superficiale?

“Superficiale, certo. Perché quando gli ho detto che nell’arcata sopraccigliare si vede che c’è un ematoma lui ha risposto ‘ma non ci sono travasi di sangue’. Perché?! Se si prende una botta sulla testa mica per forza ci deve essere un travaso ematico, ma certamente se faceva una tac se ne poteva rendere meglio conto. In quelle foto si notano i lividi chiari ed evidenti, tra l’altro c’è l’operatore della Polizia Scientifica che alza i capelli come per dire ‘Guardate cosa c’è qua, fate la foto’ …” 

foto cadavere mario biondo

La foto del cadavere appeso alla libreria di casa con tutti gli oggetti perfettamente al loro posto, la posizione ‘anomala’ per uno che è morto impiccato, e quelle che a vostro dire sono dichiarazioni mendaci sia nel verbale sul ritrovamento che nella relazione del medico legale spagnolo: sono immagini che fanno pensare, qualche dubbio lo creano. 

“Sì … ma poi il nodo della pashmina dietro: come fa ad impiccarsi senza avere un nodo dietro; il nodo infatti ce l’ha altissimo, mio figlio ha il mento appoggiato in questa ancia, come è possibile?

news caso mario biondo

La posizione in cui viene ritrovato non è compatibile con quella di una persona che muore in quel posto. Mio figlio è morto in un altro posto e poi dopo diverse ore è stato appeso là, tant’è che ha le ipostasi (chiazze di sangue segno del ristagno ematico ndr) sulla schiena. Se mio figlio fosse morto lì e fosse stato appeso in quel modo per ore, le ipostasi avrebbe dovuto averle alle gambe e alle mani. Poi la posizione in cui i piedi toccano terra: il medico spagnolo quando ancora non avevamo le foto ha descritto ‘i piedi per terra e la gambe semiflesse’, e ci poteva stare che fosse accasciato. Ma dalle foto si evince che Mario non è accasciato, Mario sembra un pupazzo … Ed è una cosa impossibile”.

Tutte queste evidenze emerse dalle indagini dei pm palermitani una eventuale richiesta (e conferma) di archiviazione le insabbierebbe per sempre.

“Loro hanno mandato il fascicolo a Roma, ma torniamo indietro: a gennaio 2016 abbiamo avuto le foto, ad aprile Procaccianti con le foto conferma il suicidio, a giugno integriamo tre relazioni di cui una dell’esperto antropometrico Maurizio Cusimano, che ha fatto i calcoli matematici, che provano che quella è la scena di un omicidio. E la Procura che fa? Non ci esita quelle relazioni, le lascia lì sul tavolo a morire. Avrebbero invece dovuto incaricare un perito super partes e far vagliare le relazioni che ha presentato la famiglia. E a febbraio cosa accade? Che scopriamo per caso, quando il nostro avvocato va in Procura a presentare l’ennesima memoria, che il fascicolo non è più qui (a Palermo ndr) ma è a Roma. Così siam dovuti andare a Roma, abbiamo nominato lì un avvocato, e dopo un mese Roma cosa dice? Che il caso non rientra nella nuova norma che assegna ai magistrati della Capitale la competenza sui reati commessi ai danni di un italiano all’estero. Al comma tre è specificato che la legge, datata 2016, non è retroattiva, ecco perché questo caso avvenuto nel 2013 non rientra nelle loro competenze e il fascicolo torna indietro. E nel frattempo perdiamo tempo … Ecco che noi allora, prima ancora che il fascicolo ritornasse a Palermo, abbiamo deciso di chiedere una avocazione alla Procura Generale di Palermo, per far controllare il lavoro che hanno fatto i pm, perché per noi è lacunoso”.

Il ruolo della moglie di Mario prima e dopo la morte qual è stato? Che donna era con voi Raquel Sanchez Silva prima di quel 30 maggio 2013?

“Era carinissima, calorosa, è cambiata con la morte di mio figlio. Dopo il funerale è sparita. Mio figlio la chiamò per chiederle di farci avere la fotocamera di Mario, lei rispose: ‘Vendo i suoi oggetti personali perché devo recuperare i soldi del funerale’. Mio marito allora le rispose: ‘Vendi a me, ti pago io gli oggetti di mio figlio …. dopo un paio di giorni il suo avvocato ci ha inviato una mail con i prezzi delle cose di mio figlio, circa 10mila euro. Erano tutte cose che mio figlio si era pagato con i suoi soldi prima del matrimonio. Non solo: abbiamo scoperto andando a Madrid – essendo i genitori lo possiamo fare – e controllando i movimenti bancari di mio figlio, che la vedova ha fatto intestare a Mario la fattura delle pompe funebri. Mio figlio si è pagato il funerale! Aveva 4mila euro, gli ha prosciugato il conto. 

Cosa è successo quella notte? Avete sentito Mario nelle ore precedenti la sua morte?

“Mario era tranquillo che chattava su Facebook con la sorella, quando gli ha chiesto dove fosse Raquel lui ha risposto che era in partenza (lei interrogata dagli inquirenti disse che al momento della morte di Mario si trovava a 250 km di distanza) ‘perché domani operano lo zio’, ma questo zio quando è stato ascoltato in fase di rogatoria ha detto ‘No, non mi sono operato quel giorno ma alcuni mesi fa’, quindi era una scusa. I tabulati telefonici di Mario noi li abbiamo avuti: dalle 21:30 del 29 maggio e fino alle 00:50 del 30 Mario chiama diverse volte Raquel ma lei non risponde mai … poi lei gli risponde. Lei è l’ultima che ha parlato con lui”. 

Santina, se dovesse essere confermata l’indiscrezione sulla presunta richiesta di archiviazione cosa farete?

“Per me è fondata questa indiscrezione. Cosa faremo? Ci opporremo e presenteremo tutte le relazioni al Gup. Noi l’avevamo capito che questo caso stava andando alla deriva ma non ci arrenderemo. Che archivino ma dicano ‘Siccome non abbiamo avuto collaborazione dalla Spagna ci arrendiamo, ma dicano che è omicidio! Mi sta bene l’archiviazione, però mi devono dire che è omicidio. Ma non possono chiudere il caso come suicidio. Abbiamo fornito le prove dell’omicidio, hanno verificato che i testimoni hanno mentito, in primis la “Vedova”, hanno le prove che il corpo di mio figlio è stato rinvenuto di mattina e non il pomeriggio come scritto sui verbali spagnoli, hanno le prove che sono stati manomessi i pc di mio figlio. Cosa si aspettavano i pm italiani, che andando in Spagna i testimoni confessassero?!”.

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