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Morte Pamela news, ipotesi omicidio sempre più concreta: mani esperte quelle che hanno smembrato il corpo

Pamela Mastropietro forse colpita quando era ancora viva, il corpo sezionato “scientificamente” da mani esperte. Emergono ancora indiscrezioni sull’esito della seconda autopsia eseguita ieri suoi suoi poveri resti, e l’ipotesi dell’omicidio si fa sempre più concreta. Pamela – questo il nuovo atroce particolare – potrebbe aver subito atti violenti prima di morire. Ci sono “segni di violenza applicata in condizioni di vitalità”, spiega il professor Mariano Cingolani, esperto di casi spinosi come questo, il medico legale che ha svolto la nuova autopsia su incarico della Procura.

pamela mastropietro news

“Io, con gli strumenti giusti e un tavolo operatorio ci avrei messo almeno 10 ore per sezionare un corpo in quel modo, non posso credere che sia stato fatto in una vasca da bagno”, ha detto Cingolani, “Abbiamo molto lavoro davanti ma con la tecnologia riusciremo a dare le risposte a tutti i dubbi”. Un mostro, un ‘macellaio’ ha compiuto quello scempio sul cadavere della 18enne romana fuggita il 29 gennaio dalla comunità di recupero di Corridonia, di cui era ospite da alcuni mesi, e trovata morta, fatta a pezzi, dentro due valigie abbandonate a bordo strada nelle campagne di Pollenza (Macerata) il 31 gennaio.

Morte Pamela news: seconda autopsia sui suoi resti, ecco cosa è emerso

La droga e la presunta overdose, dunque, potrebbe non essere stata la causa della sua morte: Pamela potrebbe essere stata uccisa? “Ci stiamo approssimando sempre più verso la chiarificazione di questa ipotesi, ci sono dati a conforto di questa tesi”, ha puntualizzato Cingolani. Chi ha sezionato in venti parti il suo cadavere lo avrebbe fatto con lo scopo precipuo di cancellare ogni prova, ogni traccia che potesse confermare il delitto e/o lo stupro. Eppure il medico legale avrebbe concentrato ieri la sua attenzione su una ferita alla tempia della giovane, e delle coltellate all’altezza del fegato, che potrebbero esserle state inferte quando era ancora viva. Elementi questi che avallerebbero l’ipotesi dell’omicidio che – va ricordato – al momento non viene contestato al sospettato numero, il 29enne nigeriano Innocent Oseghale, detenuto nel carcere di Macerata, e al connazionale suo presunto complice, Desmond Lucky, indagato a piede libero per concorso in spaccio di sostanze stupefacenti e omicidio, vilipendio e occultamento di cadavere.

Gli inquirenti, tornati nei giorni scorsi in casa di Oseghale – l’appartamento al secondo piano dello stabile ubicato in via Spalato 124 a Macerata, dove sarebbe avvenuto lo scempio sulla ragazzina – avrebbero identificato l’arma, un coltello, con cui sembrano essere state fatte le ferite di cui sopra. Il ‘macellaio’ – che nell’identikit e nel profilo non corrisponderebbe ad Oseghale – avrebbe smembrato il copro di Pamela con l’intento di ostacolare il più possibile gli accertamenti scientifici. Spiega lo specialista, inoltre, che il depezzamento di quel povero corpo sarebbe andato oltre ciò che sarebbe stato necessario fare per farlo entrare nelle due valigie. Tutti elementi, questi, che rafforzano la possibilità che in quella casa dell’orrore siano entrate più persone. “Persone esperte e robuste, forse ‘un macellaio’ o ‘un chirurgo'”, dicono le indiscrezioni di queste ore; gli inquirenti stanno indagando a tutto campo, approfondendo le ricerche sui conoscenti e i soggetti frequentati da Oseghale, poiché la sensazione che altre persone siano implicate in questa orribile vicenda siano diverse e ancora non identificate è molto forte.

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