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Morte Renata Rapposelli ultime news: il figlio Simone annuncia querele

Renata Rapposelli: il figlio annuncia querele

Simone Santoleri news: su uno dei pc che i Ris hanno aequestrato dalla sua casa di Giulianova sarebbe stata trovata traccia di più d’una digitazione in rete della parola ‘Chienti’. E lo scorso dicembre Chi l’ha visto? aveva intervistato una donna, conoscente di Simone, che sua sponte aveva rivelato che l’uomo conoscerebbe bene la zona del Chienti, che avrebbe frequentato insieme a lei che vive a Belforte del Chienti. Non è la prima volta che ‘Chienti’ – il fiume accanto al quale il 10 novembre è stato trovato il cadavere in decomposizione della madre, scomparsa un mese prima – viene associato al nome di Simone Santoleri, che già precedentemente intervistato dalla trasmissione di Rai 3 nominò quel luogo per sbaglio, vittima di un lapsus. Solo coincidenze? Sì a detta del 43enne, che insieme al padre Giuseppe è indagato per concorso in omicidio e occultamento volontario.

Renata Rapposelli news figlio, amica lo smentisce in tv: “Conosce la zona del Chienti”

Dopo un mese di silenzio, Simone è tornato a parlare ai microfoni di diverse trasmissioni tv, rivelando che il padre avrebbe perso la memoria e non sarebbe più in grado di ricostruire i fatti accaduti il giorno della scomparsa della pittrice anconetana, che il 9 ottobre era giunta in casa loro a Giulianova per incontrare il figlio che non vedeva da 8 anni e credeva gravemente malato. Non solo, Simone Santoleri si è anche espresso in merito alla donna che disse di conoscerlo e di essere stata in sua compagnia nelle campagne di Tolentino, nel Chienti. “Mai stato a Tolentino, chi lo dice se la vedrà con me in tribunale”, queste le sue poche parole per negare siffatte rivelazioni. L’uomo infatti ha sempre sostenuto di non conoscere quei luoghi e di non esserci mai stato.

Come è stata uccisa Renata Rapposelli?

Che la pittrice di Ancona non sia morta accidentalmente né si sia tolta la vita gli inquirenti lo avrebbero accertato da subito. Renata aveva problemi economici e avanzava dal marito un debito dovuto al fatto che l’uomo, nonostante il giudice glielo avesse imposto, era restio a versarle l’assegno di mantenimento pari a 200 euro. Dopo anni passati a vivere in condizioni di grave indigenza, però, la donna aveva ottenuto un alloggio dal comune di Ancona e stava ponendo le basi per rifarsi una vita. A breve avrebbe anche ottenuto una piccola pensione e si era ripromessa di rinunciare anche all’assegno divorzile. Era molto religiosa (fanatica per il figlio, che non ha mai nascosto l’astio nei suoi confronti e un rapporto conflittuale di vecchia data) ed era entrata a far parte di un gruppo di preghiera con cui chattava. Proprio un amico con cui interagiva in chat, infatti, ne ha denunciato la scomparsa facendo scattare le ricerche.

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Niente per gli inquirenti avrebbe motivato un possibile suicidio della donna, che per la procura di Ancona è stata uccisa dai due uomini, i quali molto probabilmente l’avrebbero attirata con un tranello fino a Giulianova per poi farla sparire. Le cattive condizioni del suo corpo hanno impedito al medico legale di risalire alle cause del decesso, sebbene l’inesistenza di ferite da armi da taglio e da fuoco abbia permesso di escludere alcune ipotesi e far convergere gli investigatori nella ipotesi che la donna sia stata strangolata o soffocata. Non si esclude nemmeno che prima sia stata avvelenata, stordita o narcotizzata. Eventualità, questa, che solo l’esito delle analisi tossicologiche (atteso a breve) potrà confermare o smentire.

Simone Santoleri smentito da due testimoni

Il racconto fornito da Simone Santoleri ai carabinieri, quando ancora non era indagato, è sempre lo stesso: giunta da Ancona in treno a Giulianova poco dopo le 13, Renata in casa dei due uomini avrebbe litigato con l’ex marito per questioni di soldi e dopo una breve permanenza già alle 13:45 se ne sarebbe andata in auto con l’ex, che l’avrebbe accompagnata nelle zone del santuario di Loreto. L’uomo l’avrebbe fatta scendere prima di arrivare a destinazione per poi lasciarla lì a piedi e rincasare in auto. Ricostruzione quella dell’indagato che non collima con quanto riferito da una donna, un’istruttrice della palestra ubicata proprio al lato di casa Santoleri, la quale si è detta convinta di aver sentito l’uomo litigare in casa con una donna intorno alle 16. simone le avrebbe urlato parole a dir poco ingiuriose.

A collocare la pittrice, intorno alle 17, ancora in vita e a Tortoreto Lido (distante pochi chilometri da Giulianova) una farmacista che in tempi non sospetti andò spontaneamente dai carabinieri a riferire di aver venduto un farmaco calmante alla donna. Riconobbe nelle foto mostrate a Chi l’ha visto? proprio l’immagine di quella cliente che, agitata e in stato confusionale, chiese di poter acquistare un calmante. “Sono sicura che fosse la pittrice scomparsa”, ha sempre dichiarato la farmacista, la cui testimonianza è stata giudicata credibile da chi indaga ed è tuttora al vaglio.

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