di Antonio Paviglianiti in

È morto Giovanni Aiello, “Faccia da mostro” stroncato da un infarto fulminante: con sé tutti i segreti sulle Stragi di Mafia


 

È morto Giovanni Aiello, l’ex poliziotto implicato nelle Stragi di mafia e conosciuto negli ambienti con l’appellativo di Faccia da mostro. Solo qualche settimana fa aveva subito una perquisizione da parte della Dda di Reggio Calabria

Infarto fatale per Giovanni Aiello, 71 anni, conosciuto ai più con l’appellativo di “Faccia da mostro”. Si spegne improvvisamente il poliziotto, in servizio per molto tempo alla Squadra mobile di Palermo, che secondo le accuse mosse nei suoi confronti, sarebbe stato l’esecutore materiale di diversi “delitti di Stato”.  Giovanni Aiello è morto a bordo della sua imbarcazione, mentre si trovava a pescare a Montepaone Lido, piccola località in provincia di Catanzaro, dove risiedeva. Aiello è stato sospettato dei delitti più efferati: dall’omicidio del poliziotto Nino Agostino, accusa per cui la procura di Palermo aveva chiesto l’archiviazione, a un suo possibile ruolo nelle fasi preparatorie delle stragi di Capaci e via d’Amelio. 

Chi era Giovanni Aiello: l’ambiguo Faccia da mostro

Chi era Giovanni Aiello? Capelli chiari e una cicatrice che ne segnava il viso – secondo quanto raccontato dal diretto interessato frutto di un incidente – Aiello fu congedato dalla polizia nel 1977.  Secondo la Procura di Caltanissetta è Giovanni Aiello il personaggio che ha percorso come un’ombra tutta la Palermo delle stragi, per poi scomparire definitivamente, lasciando traccia di sé soltanto dentro ai verbali di collaboratori e testimoni. Un killer a servizio di Cosa nostra con un tesserino dei servizi in tasca evocato più volte come uomo chiave di tanti misteri a cavallo tra Stato e mafia che però non era mai stato individuato. Riscontri mancanti nel 2012 anche alla Procura di Caltanissetta.

Giovanni Aiello e l’omicidio del poliziotto Agostino

Giovanni Aiello è stato un nome in voga tra i pentiti di mafia. A partire da Vito Lo Forte che nel 2015 lo ha coinvolto nelle accuse per l’omicidio del poliziotto Agostino: “Lì c’era anche Giovanni Aiello, aiutò Scotto e Madonia a farli scappare a bordo di un’altra auto, dopo aver distrutto la motocicletta che avevano utilizzato.” Pochi mesi dopo Faccia da mostro fu riconosciuto dal padre del compianto poliziotto. Quel riconoscimento, però, per i pm ha poco valore: anche per questo i magistrati chiederanno l’archiviazione di Aiello.

Giovanni Aiello e le dichiarazioni di Nino Logiudice

Il nome di Giovanni Aiello compare anche in alcune inchieste della procura di Reggio Calabria. A citarlo era stato il pentito Nino Logiudice, detto Il Nano, che nell’estate del 2013 era scappato dalla località protetta dove risiedeva prima di essere arrestato di nuovo alcuni mesi dopo. Quando venne catturato dalla squadra mobile, al procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo il Nano disse di essere stato avvicinato da alcuni soggetti: si spacciavano per carabinieri e sapevano delle sue dichiarazioni su Faccia di mostro messe a verbale davanti al pm della procura nazionale antimafia, Gianfranco Donadio. Al quale Logiudice non aveva riferito solo del possibile ruolo che Faccia da Mostro aveva avuto nelle stragi di Capaci e via D’Amelio.

L’ultima perquisizione della Dda di Reggio Calabria

Solo qualche settimana fa Aiello aveva subito una perquisizione da parte della Dda di Reggio Calabria che da tempo indaga sulla stagione delle stragi. L’ex poliziotto era anche finito sul registro degli indagati con l’accusa di aver indotto a mentire l’ex capitano del Noe, Saverio Spadaro Tracuzzi, incriminato e condannato per le sue relazioni con la cosca Lo Giudice.

 

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