di Stephanie Barone in ,

Natalia Cattelani, da Tempo di Cottura a La Prova del Cuoco: “Non credevo che la cucina sarebbe diventata il mio lavoro” [INTERVISTA]


 

Da anni è un personaggio amatissimo dagli spettatori de La Prova del Cuoco. E’ moglie, mamma, cuoca e pasticcera nonché blogger. Ecco cosa ci ha raccontato del suo percorso Natalia Cattelani di TempoDiCottura.it.

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Con i suoi dolci alla portata di tutti, quest’anno la food blogger Natalia Cattelani è tra i personaggi di punta de La Prova del Cuoco, anche se la sua partecipazione è ormai fissa da diversi anni. UrbanPost l’ha intervistata e si è fatto raccontare il suo percorso del tutto “fai da te” tra una passione innata per la cucina, la voglia costante di mettersi in gioco e l’amore incondizionato per la sua famiglia.

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Ci racconta qualcosa del suo percorso, come è riuscita a trasformare la sua passione per la cucina in un mestiere?

Tutto è cominciato con una passione che avevo dentro fin da piccola; mi piaceva già al tempo prendere il posto della mamma in cucina, volevo aiutarla in ogni modo. E ho avuto la fortuna di avere una madre intelligentissima che mi ha sempre lasciato fare: è vero mi sono bruciata, ho sporcato, ne ho fatte di tutti i colori però sono state tutte esperienze che ho fatto solo perché mia madre ha capito che a me piaceva stare lì. Poi da ragazzina ho continuato a coltivare questa passione anche se le possibilità al tempo non erano quelle di oggi. Si parla di 35 anni fa in un paesino in provincia di Modena dove le ricette si tramandavano a voce, c’erano giusto alcuni libri classici. L’unico modo per imparare era assaggiare quello che facevano gli altri, chiedere le ricette e poi provare, provare, provare.

Una volta presa la patente ho cominciato a spostarmi, prima a Modena città, poi a Bologna a frequentare quei pochissimi corsi di cucina che venivano offerti al tempo. All’epoca era un divertimento, non avrei mai pensato che sarebbe diventato il mio lavoro, e infatti mi sono iscritta a Giurisprudenza e mi sono laureata. Nel frattempo però cucinavo sempre di più. Una volta sposata mi sono trasferita a Roma e lì, oltre a dedicarmi alla famiglia, continuavo a frequentare diversi corsi di cucina. E così assaggiando i miei piatti, amici e famiglia mi continuavano a chiedere perché non mettessi a frutto quello che sapevo fare. Così ho cominciato a fare una specie di catering casalingo e mi sono messa alla prova con gli altri.

Il passo successivo è stato il progetto di una scuola di cucina insieme ad un’amica; all’inizio andavamo a fare le maestre di cucina per circoli e associazioni, fino a che non abbiamo aperto una nostra sede. In quel momento la mia famiglia è raddoppiata: alle mie due figlie più grandi, già cresciute, si sono aggiunte le due più piccole che mi hanno stimolato moltissimo in questo percorso e siamo riuscite a fare tante esperienze insieme.

E a quel punto come è arrivato TempoDiCottura.it?

Quando è arrivata la mia quarta figlia, la scuola di cucina andava molto bene ma purtroppo per vari motivi abbiamo dovuto chiuderla e io ero molto interessata al mondo del web che in quel momento stava nascendo. In quel periodo seguivo moltissimo i blog di cucina da consumatrice e allora ho deciso di provarci. Ero molto più grande rispetto alle ragazze giovani che avevano quei blog e potevo offrire qualcosa di diverso. Al tempo non ce n’erano dedicati ai bambini e io, avendo ormai esperienza di cucina e avendo ben quattro figlie, potevo dare consigli sull’alimentazione dei piccoli alle mamme e ho deciso di dedicare ai piccoli e alla famiglia in generale il blog, dove metto le cose che mangio e che faccio quotidianamente a casa.

Anche in base alla sua esperienza, consiglia sempre di portare i bambini in cucina e farli “pasticciare” con gli ingredienti: quali sono a suo parere i benefici?

E’ una cosa che consigliano in tanti: vi sono benefici psicologici, psicopedagogici e di manipolazione, sono grandi e tanti i rapporti che si instaurano stando in cucina. In primo luogo il rapporto a tu per tu, madre – figlio, ma anche tra fratelli perché magari discutono “voglio farlo io, no fallo tu…etc”. Ci sono delle dinamiche che bisogna imparare a gestire e che sono importanti, ci si confronta. Ci sono bimbi che magari sono più lenti nelle attività sportive ma che in cucina hanno un’attività manipolatoria meravigliosa. E poi, importantissimo, è un modo per invogliare il bambino a mangiare quello che ha cucinato. Dobbiamo essere noi per primi a dare importanza al cibo: dobbiamo far loro capire quanto è bello mangiare ma soprattutto prepararsi da mangiare.

Inoltre ultimamente c’è una gran voglia di tornare a preparare le cose fatte in casa…

E’ verissimo, per troppo tempo abbiamo mangiato qualsiasi cosa, basta che fosse confezionata! E poi, tralasciando le cose un po’ più elaborate, ci vuole davvero poco a preparare cose buone e genuine. Cosa ci vuole a fare il ciambellone con lo yogurt? E’ solo una questione di volerlo fare.

Allora cosa consiglia a chi sostiene di non essere capace in cucina?

Che non c’è bisogno di essere capace, perché preparare le cose buone e semplici è facilissimo. Ci vuole poco tempo, basta imparare a fare una cosa per volta e farla bene. Ed è importante perché in cucina ci si cura anche, ne va della nostra salute! E’ sempre meglio mangiare fuori il meno possibile. Anche a me ogni tanto scoccia cucinare tutti i giorni ma non sto a preparare grandi pranzi, faccio cose semplici perché so che è meglio e mi prendo cura della mia famiglia.

In tutto questo percorso è poi arrivata l’esperienza a La Prova del Cuoco: com’è è stato?

E’ arrivata in modo del tutto inaspettato ma ne sono felicissima perché è stato un altro modo per dimostrare anche alle mie figlie che tutto si può fare. All’epoca mi chiamarono perché cercavano una mamma che cucinasse in studio con i bambini: era da poco che avevo aperto il blog. Fatto il provino, è andato bene e io non me lo sarei mai aspettato. Mi stanno tenendo ancora! Quest’anno mi hanno messo a fare i dolci e per me è stato bellissimo perché è sempre stata la mia grande passione che avevo messo un po’ da parte per altre esigenze. All’inizio della stagione mi hanno fatto fare un dolce un po’ per caso e Antonella [Clerici] ha voluto fortemente che io continuassi a farli per tutto il periodo perché a suo parere ero azzeccatissima in quel ruolo.

Grazie

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