in

Nel nome di Lorys, Davide Stival: intervista esclusiva al suo avvocato, Daniele Scrofani

Nel nome di Lorys, il libro che Davide Stival, supportato dal suo legale Daniele Scrofani e dal giornalista Simone Toscano, ha trovato la forza e il coraggio di scrivere, per raccontare il suo dolore. Un dovere morale, per lui, ricostruire i fatti e fare chiarezza su questa terribile vicenda che gli ha stravolto la vita e tolto un figlio, e che ancora oggi è costellata da molte zone d’ombra. Un caso giudiziario diventato presto e inevitabilmente mediatico, che a maggior ragione ha reso ‘necessarie’ una serie di puntualizzazioni relative alle indagini, alla ricostruzione dei fatti precedenti e successive al delitto, che il papà del piccolo Lorys, in virtù di un solido rapporto di fiducia e stima reciproche con il suo avvocato e il giornalista di Quarto Grado, è riuscito a trasformare in un libro.

UrbanPost ha intervistato l’avvocato di Davide, Daniele Scrofani, che in un interessante colloquio ci ha spiegato come è nata l’idea di questa pubblicazione e perché il padre di Lorys ad un certo punto ha sentito l’esigenza di rimettere in ordine fatti, idee e sentimenti, e raccontarsi. Un legame, il loro, che è andato “oltre la toga”, e si nutre tutt’oggi di un forte sentimento di amicizia. Così è nato “Nel nome di Lorys“, qui l’intervista esclusiva:

Leggi anche: Nel nome di Lorys: il dramma di un padre, il coraggio di raccontare il suo dolore. Davide Stival, in un dialogo a cuore aperto con Simone Toscano, ripercorre la terribile vicenda che ha distrutto per sempre la sua vita

intervista daniele scrofani

Come è nata l’idea di questo libro, che lavoro su se stesso ha fatto Davide per arrivare ad aprirsi e decidere di rendere pubblico il suo dolore, raccontare questi terribili fatti, visto anche che inizialmente mostrava una certa avversione nei confronti dei cronisti?

“È vero Davide ha avuto un atteggiamento di chiusura verso i cronisti. La sua non è stata una avversione, più che altro è stata una tutela della sua personalità e del dolore che provava. Però il libro nasce, in nuce, anche i quei giorni per che lui – un po’ riprendendo anche le nostre conversazioni e i miei suggerimenti – ha iniziato a scrivere, a prendere degli appunti, a tenere un diario più che altro in senso retrospettivo, cioè gli serviva ricordare cosa fosse accaduto nei giorni immediatamente precedenti al 29, perché aveva le idee confuse … non ricordava perfettamente e quindi ha iniziato a fare un lavoro di analisi su se stesso mettendo giù, e quindi ricordando aneddoti che andavano confrontati con le risultanze delle investigazioni perché – sebbene si sia detto che lui ha sempre avuto un approccio fideistico dopo la visione dei filmati delle telecamere – in realtà è vera la stima nei confronti degli inquirenti ma non è vero questo approccio, perché lui ha verificato tutto insieme a me. Lo abbiamo spiegato bene nel libro e quindi l’idea del libro nasce da questo: dal capire, dal ricordare ogni minimo dettaglio che potesse far luce prima a lui e poi capire cosa fosse successo quel giorno. Quasi una ‘verifica’ sul lavoro degli investigatori. Faccio un esempio: gli inquirenti sono andati a ricostruire i passaggi in auto di Veronica nei giorni prima del delitto, quando andava a comprare il panino prima di andare a scuola, etc; ecco, lui in un primo momento era dubbioso in merito, perché ricordava che in quei giorni vi era stata una torta fatta in casa e quindi non ci sarebbe stato il bisogno di andare a comprare un panino. Quasi dunque aveva questo dubbio, in realtà poi, proprio lavorando su se stesso è riuscito a ricordare in base ad altri particolari che questo episodio risaliva a qualche giorno prima e che quindi era tutto perfettamente in linea con quanto ricostruito dalla Procura”.

Da qui, poi, decidere di rendere pubblico tutto … lei ha dovuto convincerlo?

“No, diciamo che è stato quasi … La prima volta ne abbiamo parlato assieme, poi in realtà è stato più lui ad insistere, perché in effetti iniziammo a parlarne più di un anno fa. Il ‘sopra-titolo’ poi – “La verità, per i miei figli” – questa è l’esigenza che ha lui, di fare chiarezza non solo sul suo sentimento ma anche un domani per spiegare al piccolino, Diego, quello che era realmente accaduto, quali sono stati i sentimenti che hanno caratterizzato la coscienza di Davide in questi anni”

L’intransigenza avuta da Davide riguardo a Veronica, nel decidere di non informarla più sulla vita del piccolo Diego: lei nel libro parla di una quasi ‘discussione’ avuta con lui in merito a questo

“Questo io lo spiego nella parte del libro che ho scritto io di mio pugno, e la premessa è che il libro è ripartito in quattro parti: una ricostruttiva, la parte principale è l’intervista che Simone Toscano fa a Davide, una parte documentale e la mia esperienza, cioè il mio punto di vista rispetto ai fatti”

Lei racconta anche le difficoltà incontrate

“È chiaro, in un rapporto così forte, con una pressione mediatica così forte e delle sollecitazioni quasi quotidiane … ogni giorno usciva qualche notizia, Veronica lanciava delle accuse, a volte tramite i parenti … Io ovviamente con una mentalità più fredda, giuridica, ritengo che una persona per quanto abbia commesso dei crimini gravi non possa certamente essere bloccata dalla società. Vi è ovviamente una prospettiva di vedute diverse. Davide in quel momento era arrabbiato, è normale, io spiego di alcune discussioni: gli dicevo ‘mandiamole le foto’ poi lui alla fine l’ha fatto, l’ha informata, etc, però è normale che lui in quel momento era arrabbiato con Veronica e ovviamente chiedergli delle aperture era un atto più forte, insomma”.

Di recente il Tribunale di Ragusa gli ha dato ragione con una ordinanza che toglie a Veronica la patria potestà su Diego e le impedisce di essere informata sulla sua vita

“Sì il tribunale di Ragusa in sede di separazione, quello dei Minori lo fece da subito, ciò diede la sospensione della potestà genitoriale. Allora, c’è una separazione in corso fatta da Davide, fatta da noi, con cui abbiamo chiesto al separazione e basta; in sede di comparsa la difesa di Veronica ha chiesto al presidente del tribunale di – tra virgolette – ‘obbligare’ Davide a dare informazioni, documenti in modo periodico, ecco, ma il Tribunale in questa fase ha rigettato la richiesta della difesa di Veronica. Anche nell’ambito del Tribunale dei minori non abbiamo mai chiesto di non farle vedere il bambino, né a lei né ai nonni materni. Sono queste decisioni cui ovviamente Davide si attiene e alle quali, se il Tribunale dovesse decidere di modificarle, lui si atterrà scrupolosamente”.

Tra lei e Davide c’è un rapporto di amicizia, che è andato oltre quello meramente professionale: come sta reagendo ad alcune critiche sui social da parte di chi non ha apprezzato l’idea del libro, accusandolo di voler speculare sulla sua tragedia familiare?

“Devo dire che nella parte che ho scritto io, cui ho dato il nome specifico ‘Oltre la toga’ proprio per far capire il senso del rapporto, che si è trasformato, è un rapporto che da professionale va via via trasformandosi verso altre direzioni, tra cui chiaramente quella dell’amicizia, spiego questi meccanismi. Davide è sensibile a queste critiche, gli danno fastidio, però non può certamente tollerare – e questa è una cosa importante e voglio chiarirla in modo forte e chiaro – che si dica che via sia da parte sua una speculazione. Lui ha avuto bisogno di scrivere e non prenderà un euro come provento da questa pubblicazione; ha deciso di aprire un libretto che potrà essere utilizzato da Diego all’età in cui la legge gli consentirà di farlo. A quel punto sarà libero, dopo che sarà stato informato, dopo essere cresciuto, dopo aver dovuto affrontare, chiaramente, un dramma terribile … sarà libero di prendere questi soldi e decidere cosa farne. Darli in beneficenza, buttarli, di farne ciò che vuole. Penso che sia la soluzione più giusta e mi sembra anche giusto utilizzare questo nostro colloquio per fare un appello: Davide è un ragazzo che soffre, ha subìto le pene dell’inferno … Che senso ha attaccarlo sui social? Dire le peggior cose solo per il piacere di aggredire la gente”.

Esiste in voi, in Davide, la speranza che questo libro possa fungere da input per Veronica ed indurla a confessare tutta la verità sul giorno del delitto, in parte taciuta? È anche questo uno scopo del libro?

“Questa è una domanda bellissima perché in realtà avevo dimenticato di dire, e mi piace ora puntualizzarlo: il libro ovviamente ha da sfondo la ricostruzione del giallo, ma in realtà non nasce da questo, nasce non dal giallo ma dal cuore. È chiaro che noi abbiamo sempre stimolato Veronica, e l’intenzione di Davide è quella di conoscere la verità. Anche io narro nel libro un episodio relativo alla mia arringa, quando mi rivolgo direttamente a Veronica e le dico ‘Diccela la verità, questo ragazzo soffre e ha bisogno di sapere…”. Quindi se lei dovesse chiarire in modo decisivo quello che è accaduto, noi lo prenderemmo assolutamente in un modo liberatorio. Lei lo leggerà, se ne sta parlando tanto e speriamo che in fondo qualunque cosa sia successa va spiegata e basta. Se non c’è più tempo per una riconciliazione (tra lei e Davide ndr), insomma, almeno per capire cosa è successo”.

Ragazza aggredita a Montelupo Fiorentino: arrestato un ragazzo (FOTO)

Sanremo 2018, Sanremo 2018 cantanti, Sanremo 2018 big, Sanremo 2018 cantanti in gara, Sanremo 2018 lista cantanti, Sanremo 2018 lista big, Sanremo 2018 quali cantanti, Sanremo 2018 diretta,

Claudio Baglioni Arena di Verona 2018, 50 anni di musica: “Penso ancora al Festival di Sanremo”