di Stephanie Barone in , ,

Neonati che piangono: ecco i Paesi dove i piccoli “frignano” di più


 

Una ricerca inglese ha messo in luce i Paesi dove i neonati piangono di più e di meno: ecco l’analisi.

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Sul The Journal of Pediatrics è stata pubblicata da un gruppo di ricercatori dell’Università di Warwick, in Gran Bretagna, una curiosa ricerca che ha preso  in esame quasi 9.000 neonati dei Paesi industrializzati. L’obiettivo era scoprire quanto piangono i bambini nei loro primi tre mesi di vita con l’idea di capire se esista un andamento particolare nel pianto dei più piccoli. Effetto collaterale è stato quello di scoprire i Paesi dove i neonati piangono di più, con la curiosa notizia che medaglia di bronzo è l’Italia.

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I Paesi dove si piange di più e di meno

La ricerca ha visto al primo posto in classifica tra i Paesi dove i neonati piangono di più la Gran Bretagna; ben il 28% dei neonati inglesi arrivano al “pianto eccessivo” nella prima e seconda settimana di vita. Al secondo posto c’è il Canada, dove i piccoli raggiungo questo stadio nel 34,1% alla terza e quarta e infine l’Italia. I neonati del Bel Paese infatti tra l’ottava e la nona settimana di vita raggiungo il “pianto eccessivo”  nel 20,9% dei casi. Per “pianto eccessivo” si intende il caso, descritto negli anni Cinquanta da Moris Weesel in cui un bambino arriva a piangere almeno tre ore al giorno per più di tre giorni alla settimana per più di tre settimane di seguito. Dove invece i neonati che piangono di meno? La classifica stilata dalla ricerca vede la Danimarca, la Germania e il Giappone ai primi posti.

La durata del pianto

Per riuscire ad ottenere un quadro completo la ricerca ha preso in considerazione una trentina di studi per i quali in diverse parti del mondo i genitori sono stati chiamati a cronometrare il pianto dei loro bambini. Cosa hanno capito dell’andamento delle lacrime dei più piccoli gli studiosi? Il risultato ha mostrato che nelle prime 6 settimane di vita i neonati piangono tra i 117 e i 133 minuti al giorno, mentre tra le 10 e le 12 settimane la media della durata complessiva del pianto precipita a 68 minuti. Alla fine si è potuto intuire che la durata del pianto raggiunge il suo massimo nelle prime 6 settimane, poi continua a diminuire fino a ridursi drasticamente nelle successive 6.

Le ragioni delle differenze

Contestualmente i ricercatori hanno cercato di scovare le ragioni delle differenze tra i diversi Paesi che vanno dal livello di disuguaglianza sociale, allo stile di accudimento dei figli, alle modalità per calmare i neonati o al tipo di allattamento il quale ha fatto notare che il metodo misto o con latte artificiale è associato a una riduzione del “pianto eccessivo” già dalla terza alla quarta settimana di vita. “Possiamo imparare molto osservando le culture dove si registra meno pianto e se questo può dipendere dal ruolo dei genitori o da altri fattori che riguardano l’esperienza della gravidanza o la genetica” ha spiegato il capo ricercatore Dieter Wolke.

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