di Andrea Monaci in ,

Niccolò Ciatti pestato a morte a Lloret de Mar: in libertà due dei tre aggressori


 

Sono già stati rimessi in libertà due dei tre aggressori di Niccolò Ciatti, il giovane ucciso a calci e pugni nella notte tra venerdì e sabato scorso a Lloret de Mar, in Spagna

Mercoledì sera a Scandicci si terrà una veglia di preghiera per Niccolò Ciatti, il 22enne massacrato a calci e pugni nella notte tra venerdì e sabato scorsi in una discoteca di Lloret de Mar, in Spagna. E mentre la comunità della cittadina toscana piange il giovane ed il comune spagnolo ha annunciato di volersi costituire parte civile nel processo, arriva una notizia che fa indignare familiari e istituzioni: due degli aggressori del 22enne toscano sono già stati rimessi in libertà dalla polizia spagnola.

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«Non conosco le procedure legali. Ma quello che chiede la nostra comunità e quello che chiede la famiglia, che ho incontrato stamane, è che sia fatta giustizia per un delitto così efferato e insensato», ha commentato  Sandro Fallani, sindaco di Scandicci. Anche su Facebook sono sorti gruppi spontanei che chiedono giustizia per il giovane toscano, vittima di un’aggressione brutale. A quanto si apprende, ad uccidere Niccolò sarebbe stato un calcio in testa, violentissimo, sferrato da uno dei suoi aggressori, tre giovani di nazionalità cecena che vivono come richiedenti asilo in Francia.  La scena è stata ripresa dalle videocamere di sorveglianza del locale.

Uno degli aggressori di Niccolò Ciatti viene rimesso in libertà

«Anche gli altri due ceceni già rimessi in libertà dovrebbero essere in carcere», ha detto il padre di Niccolò, Luigi Ciatti al Tg3 Toscana. «Certo – ha detto Luigi Ciatti rispondendo alla domanda se anche gli altri due dovrebbero essere arrestati – che abbiano le loro conseguenze per quello che hanno fatto. Perché evidentemente dalla polizia spagnola scappavano e non credo scappassero tanto per fare. Evidentemente, qualcosa avevano da nascondere. Penso siano dei professionisti del male».

Il padre del giovane toscano ha visionato il filmato che riprende il pestaggio, immagini di una violenza inaudita che diffuse prima dai media locali catalani hanno purtroppo fatto il giro del web. «Non sono essere umani ma bestie che hanno ammazzato mio figlio come un sacco di patate – ha detto con la voce rotta dalla commozione – non posso dire neanche come un cane perché neanche un cane si merita una fine così».

Resta infatti da chiedersi come mai tre richiedenti asilo, per giunta noti come soggetti “pericolosi” siano potuti espatriare senza problemi e nessuno abbia pensato di controllarli, in Francia, nella struttura dove erano ospiti. Per il pestaggio mortale a Niccolò Ciatti la polizia spagnola ha fermato tre giovani di 20, 24 e 26 anni, rintracciati sul lungomare di Lloret de Mar. Secondo i media locali, che citano fonti investigative, sono tre giovani ceceni residenti in Francia come richiedenti asilo politico. La polizia spagnola sta lavorando per fare luce sul loro passato, ma non ci sarebbero dubbi sul fatto che si tratti di soggetti con una formazione paramilitare.

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