di Andrea Monaci in ,

Niccolò Ciatti ucciso a Lloret de Mar: a colpirlo a morte un atleta di lotta libera


 

Restano liberi due dei tre aggressori che nella notte tra venerdì e sabato scorsi a Lloret de Mar, in Spagna, hanno pestato a morte Niccolò Ciatti, 22enne di Scandicci. Intanto si apprende che uno di loro era un atleta professionista di lotta libera

Stasera Scandicci si raccoglierà in preghiera per Niccolò Ciatti, il 22enne brutalmente pestato a morte nella notte tra venerdì e sabato scorsi a Lloret de Mar, in Spagna. E mentre non cessa l’indignazione per la prematura scarcerazione di due dei responsabili dell’aggressione omicida, grazie alla stampa locale emergono altri particolari sulla vicenda che ha fortemente scosso l’opinione pubblica, anche in Spagna.

Tutto sul caso di Niccolò Ciatti

A colpire Niccolò un atleta di lotta libera

Il giovane ceceno che ha colpito a morte Niccolò Ciatti, con un violento calcio al volto, era un atleta professionista di lotta libera. Lo rivela il quotidiano spagnolo El Periodico che cita fonti investigative locali. Fin dalle prime battute dell’inchiesta condotta dalla polizia catalana era apparso come i tre giovani ceceni fermati non fossero “persone normali”, al di là del loro status di rifugiati politici.

Il giovane responsabile del pestaggio mortale di Niccolò si chiama Rassoul Bissoultanov ed è nato nel 1993 in Cecenia. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti spagnoli, il giovane ceceno ha vissuto diversi anni vissuti a Strasburgo in Francia. Il 24enne avrebbe cercato asilo politico proprio in Francia in seguito al conflitto russo-ceceno. Il suo allenatore a Strasburgo ha riferito a El Pèriodico che Bissoultanov si era allenato lì per sei anni e che era un «giovane tranquillo, che non ha mai causato problemi».

“Niccolò non è stato difeso”

Quello che indigna di più è il mancato intervento dei molti presenti nel locale in cui è avvenuta l’aggressione al giovane toscano: solo i quattro amici che lo accompagnavano avrebbero cercato d’intervenire per sottrarlo al pestaggio, ma sarebbero stati placcati da due dei tre aggressori del giovane. Sono centinaia i post di indignazione pubblicati sui social network, a partire da quelli degli amici e conoscenti che stasera parteciperanno alla veglia di preghiera nella parrocchia di Buon Gesù Pastore a Scandicci. Qualcuno scrive in commento ad un video del TG3, «Ogni volta che guardo il video mi chiedo come sia stato possibile che tutta quella gente che era lì non abbia mosso ciglio! Erano solo in tre e poi in carcere solo chi ha inferto il colpo che ha determinato la morte di Nicolò… Che giustizia è questa, non è possibile! Giustizia per Niccolò!». Intanto la petizione “Vogliamo giustizia per Niccolò” avviata su Change.org e che vede tra i primi firmatari Sara Ciatti, sorella di Niccolò ha già raccolto oltre 7.400 firme.

E’ lutto anche al mercato centrale di Firenze: resta chiusa la bancarella dove lavorava Niccolò e lo piangono i molti colleghi che lo ricordano come un ragazzo felice e pieno di vita.

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