di Luigi Storti

No del Parlamento alla Spending Review


 

All’arrivo di “Cassandra”, nel prossimo week-end, che porterà un forte calo delle temperature lungo tutto lo stivale, farà da contraltare l’autunno caldo che si troverà ad affrontare l‘esecutivo di Montecitorio. Infatti, iniziano a “fioccare” le prime bocciature per le misure previste dal Dl Stabilità proposte da Monti e dal suo entourage in tema di tagli ai costi della politica e alle Regioni, specialmente per quanto concerne la spesa sanitaria.

Parlamento Italiano

La commissione Bilaterale per gli Affari Regionali ha dato parere contrario alle misure contenute nel Dl 174 ed implementate dalle Commissioni Bilancio ed Affari Costituzionali. Si tratta, nello specifico, di norme tese alla riduzione di compensi, poltrone e vitalizi facili. Includevano anche il riassetto organizzativo – con consequenziale riduzione degli attori principali delle Autonomie Locali – e la non ricandidabilità dei soggetti che hanno causato dissesti.

Quest’ultimo intervento si è reso evidentemente necessario dopo i recenti scandali che hanno visto protagonisti le giunte di Lazio e Lombardia che – di fatto – hanno dato una forte accelerata al passaggio del DL in Consiglio dei Ministri. Chiaramente con l’obiettivo, in un’ottica di risanamento dei conti pubblici, di raggiungere la simultanea stabilizzazione di alcune voci di costo del Bilancio statale e destinazione dei risparmi ottenuti alla ripresa dell’economia (prevista, secondo l’attuale Governo, per il secondo semestre del 2013).

Nella sua nota ufficiale, la Bicamerale giudica “apprezzabili” le finalità delle norme in questione ma, al contempo, “insufficienti” e solo parzialmente compatibili con i dettami contenuti nel Titolo 5 della Cost.

Palazzo Chigi Roma

Inoltre, sempre in ottica di contenimento della spesa pubblica, il Decreto in esame prevedeva la riduzione di 600 mln di euro della spesa sanitaria, oltre all’introduzione di aumenti in materia di tassazione sui ricorsi giudiziari. In ultimo, figurava l’introduzione di norme atte a stabilire la retroattività del taglio sulle detrazioni e deduzione di natura fiscale (tra le quali l’imposizione del tetto di 3000 euro per le detrazioni), e la tassazione Irpef delle pensioni di guerra.

In linea generale,  la Commissione Finanze della Camera dei Deputati ha dato un giudizio tutto sommato positivo sul dispositivo mostrandone, tuttavia, limiti dal punto di vista sia strutturale che di rispetto dell’area di manovra di cui è dotato l’impianto degli Enti Pubblici. Infatti, come si legge nelle motivazioni, le misure in esso contenuto “tendono ad incidere fortemente sull’autonomia organizzativa degli enti locali”.

Contemporaneamente, lo stesso organo ha azzerato il c.d. Fondo contro le Emergenze istituito da Palazzo Chigi, che prevedeva lo stanziamento di 400 mln di euro ai non auto sufficienti, 450 mln circa al Fondo Sociale ed il restante al servizio civile. Ma l’opera della Commissione non si è limitata, con buona pace di tutti, solo a calcare con penna rossa gli interventi auspicati dal Governo. Ha anche previsto alcuni accorgimenti in fase di correzione delle disposizioni che andranno poi a costituire il testo definitivo del Dl: il mantenimento sia dell’IVA ai livelli attuali nel 2013 (con un aumento massimo al 22%) , sia di quello del 4% per le prestazioni delle cooperative sociali e una rivisitazione della Tobin Tax sulle operazioni di natura finanziaria.

U.E.
Si profila, quindi, un periodo turbolento in ambito politico, con da una parte l’esecutivo che cerca di mantener fede alle promesse fatte all’U.E. e dall’altra un sistema politico che spesso, attraverso i propri comportamenti, sembra porre freno al cammino della squadra di tecnici guidata da Monti. Non permettendogli – di fatto – di operare in maniera tranquilla, ma limitandone puntualmente il raggio d’azione con l’abuso di metodiche di parte e di azioni volte alla salvaguardia di posizioni di prestigio in ambito pubblico. Dimenticando la necessità di dover ricostruire un Sistema Paese che, negli ultimi anni, ha perso la sua credibilità.

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