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Noemi Durini minacciata e picchiata da Lucio e i genitori: foto inedite sconvolgenti

Omicidio Noemi Durini ultime notizie: a Quarto Grado ieri 1° giugno sono emersi nuovi particolari sul caso. In attesa che a giorni inizi il processo con rito abbreviato al fidanzato della 16enne, Lucio Marzo, ulteriori prove del fatto che prima del delitto la povera vittima veniva maltrattata e picchiata dal suo assassino. Liti, scenate di gelosia, botte inferte da Lucio a Noemi anche in presenza di testimoni. E la brutalità di quelle percosse è stata confermata ieri durante la diretta dalle amiche della 16enne uccisa all’alba dello scorso 3 settembre, il cui cadavere venne rinvenuto nelle campagne di Castrignano del Capo, su indicazione dello stesso Lucio reo confesso, dieci giorni dopo.

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Un’amica di Noemi ha mostrato delle immagini sconvolgenti ricevute da Noemi, che evidenziano le ferite e le ecchimosi prova delle violenze subite da Lucio. In tanti sapevano delle botte che il fidanzato le dava, per poi macchiarsi, ancora minorenne, del feroce delitto. “Noemi aveva paura non solo di Lucio, ma anche dei suoi genitori … Più volte si sono verificati episodi di violenza anche da parte dei familiari del ragazzo. Suo padre è venuto una volta davanti alla scuola dicendo che l’avrebbe ammazzata e che si sarebbe fatto la galera per lei” – ha rivelato l’amica di Noemi – “Una volta è venuta sua madre (la mamma di Lucio, ndr) e davanti a tutti ha iniziato a chiamarla in tutti i modi… .  A volte il padre di Lucio ha messo anche le mani addosso a Noemi, spingendola. Addirittura lui entrava proprio nella scuola. Le aggressioni avvenivano davanti a tutti”.

Una violenza, quella subita dalla 16enne di Specchia, perpetrata a suo danno, parrebbe, dal fidanzato ma anche dai suoi genitori, che proprio due giorni fa hanno aggredito – non solo verbalmente –  i cronisti fuori dal tribunale dei Minori di Lecce, alla fine dell’udienza durante la quale Lucio è stato rinviato a giudizio. “Siamo orgogliosi di lui!”, ha urlato la madre, Rocchetta, dopo aver spintonato un cameraman. “Lui era violento e lei aveva molta paura. Le ho detto subito di lasciarlo e spesso mi arrabbiavo quando lei mi diceva ‘Mi ha chiesto scusa, l’ho perdonato. Non lo farà più’. Io ho provato a farle capire che se una persona ti alza le mani vuol dire che non sta bene”, ha aggiunto durante la diretta di Quarto Grado un’altra amica di Noemi. Più emergono dettagli sulla vicenda più viene da pensare che quello della sfortunata Noemi sia stato un delitto annunciato.

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