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Noemi Durini news: Fausto Nicolì è indagato per omicidio dopo le accuse di Lucio

Noemi Durini ultime notizie: clamoroso colpo di scena nel caso relativo al delitto di Specchia, ne dà notizia la redazione online di Quarto Grado attraverso le parole di Remo Croci. Oggi 17 gennaio 2018 la procura della Repubblica di Lacce ha notificato un avviso di garanzia a Fausto Nicolì: l’uomo è formalmente indagato per omicidio, un atto dovuto dopo le accuse che gli ha mosso Lucio Marzo attraverso una lettera scritta in carcere e consegnata alla autorità giudiziaria in cui il 18enne, detenuto nel carcere minorile del Cagliaritano e reo confesso dell’omicidio della fidanzata, ha ritrattato la sua prima versione dei fatti fornendone un’altra in cui accusa Nicolì di avere commesso materialmente l’omicidio della 16enne di Specchia, avvenuto il 3 settembre scorso tra le campane salentine di Castrignano del capo, dove fu rinvenuta cadavere dieci giorni dopo.

Fausto Nicolì

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Fausto Nicolì, meccanico 48enne di Patù amico di Lucio e della vittima, e già chiamato in causa da Lucio, che nella sua prima confessione lo accusò di avere ordito con Noemi l’assassinio dei suoi genitori offrendole aiuto per procurare una pistola, ha sempre respinto le accuse al mittente. Adesso però, vista la nuova circostanziata versione dei fatti fornita da Lucio, i magistrati per verificarne l’attendibilità o infondatezza, devono necessariamente cercare riscontri oggettivi alle nuove dichiarazioni del 18enne e, dunque, sottoporre ad indagine Nicolì. Il nuovo indagato quest’oggi ha anche subito una perquisizione domiciliare che ha dato esito negativo, e nei prossimi giorni sarà interrogato dal giudice in presenza del suo avvocato.

Un vero colpo di scena, questo, nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di Noemi Durini, che l’esame autoptico rivelò essere stata picchiata, probabilmente a mani nude, all’alba del 3 settembre scorso, e poi uccisa con una coltellata alla nuca, e il colpo occultato sotto un cumulo di pietre nelle campagne di Castrignano del Capo (Lecce). Nel cuoio capelluto della vittima fu trovata la punta del coltellino utilizzato per il ferimento (arma mai ritrovata), mentre sul cadavere della ragazzina non c’erano segni di colpi di pietra, come si era ipotizzato in un primo momento.

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