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Nomina Presidente della Camera e Presidente del Senato 2018, Brunetta risponde a Di Maio: “Berlusconi ha il consenso di 5 milioni di italiani”

Giornate intense per la nomina del Presidente della Camera e il Presidente del Senato. Si decide la sorte della XVIII Legislatura dopo le elezioni politiche 2018. A prendere parola, nel cortile della Camera, anche Renato Brunetta di Foza Italia che spiega quelli che sono i meccanismi di queste ore: “Oggi si vota scheda bianca sia alla Camera e al Senato. Fino a domani non succede nulla, poi vediamo cosa accade al Senato alla terza votazione e troveremo una situazione istituzionale.”

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Nomina Presidente della Camera e del Senato 2018: Brunetta risponde a Di Maio

Interpellato da La7, Renato Brunetta risponde al post del capo politico del Movimento 5 Stelle: “Al post di Di Maio rispondo che il Presidente Berlusconi ha ottenuto più di 5 milioni di voti. I nomi devono essere trovati da una riunione dei leader, ci vogliono delle soluzioni istituzionali. So che Salvini è il nostro candidato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri: avevamo stabilito che chi avrebbe preso più voti da tutto il centrodestra avrebbe avuto l’incarico per tutto il nostro appoggio. Il Paese ha bisogno di stabilità, ha bisogno di non andare nuovamente alle urne, serve buon senso da parte di tutti e siamo disponibilissimi per trovare modi e forme di governo a partire dal centrodestra perché è la coalizione che ha preso più voti.”

Nomina Presidente della Camera e del Senato 2018: il post di Di Maio

Nelle ultime ore stiamo assistendo a veti da parte di qualcuno che cerca una legittimazione che gli italiani non gli hanno dato. Io lo dico subito: un Nazareno bis non lo farò mai, non porterò mai il M5S a fare una cosa del genere.

Siamo la forza del cambiamento e sono orgoglioso della nostra compattezza granitica sui valori. Cambieremo il Paese con l’integrità, la coerenza e con il nostro metodo e questo cambiamento inizia con la presidenza della Camera. Siamo forti del mandato che ci hanno dato i cittadini e le altre forze politiche devono venire a parlare con noi. Negli scrutini di oggi voteremo scheda bianca perché per il bene delle persone che vogliamo candidare alle presidenze non possiamo esporle ai giochi dei partiti finché non sarà chiaro il metodo con cui si vuole procedere.

Nei prossimi giorni sapremo se per le altre forze politiche la volontà popolare conta ancora qualcosa oppure no. Oggi i nostri parlamentari sono chiamati a essere il cambiamento che rappresentiamo e ad essere da esempio per i cittadini lì fuori, perché come diceva Gianroberto Casaleggio “le parole volano, gli esempi restano”.

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