di Michele Iacovone in

Nube tossica Roma: il chimico e membro del Cicap Silvano Fuso “Possibile rischio diossina da materiale plastico, ma per ora limiti sotto controllo”


 

Il rogo dell’azienda Eco X di Pomezia è stato finalmente estinto, ma la preoccupazione per la nube tossica non si è ancora placata: abbiamo quindi chiesto al dottor Silvano Fuso, chimico, divulgatore scientifico e saggista, quanto sia reale il pericolo di intossicazione

3 focolai incendio ecox pomezia

I vigili del fuoco hanno lavorato per tutta la notte con almeno dieci squadre nel tentativo di domare l’incendio scoppiato nell’azienda Eco X di Pomezia. La colonna di fumo nero e denso che si è alzata nell’aria si sta ancora muovendo e si dirige verso Roma Sud. Il Campidoglio ha invitato i residenti a chiudere le finestre, lavare frutta, verdura e mani, anche se la stessa Arpa non ha diramato comunicati ufficiali in merito. Per ora la situazione, dicono gli esperti, sembra sotto controllo e non ci sarebbero rischi seri per la salute.

Per capire quanto la nube tossica sia realmente pericolosa e quanto sia alto il rischio amianto e diossina, abbiamo chiesto un parere autorevole, ovvero quello del dottor Silvano Fuso, chimico, docente e divulgatore scientifico. Il dottor Fuso è anche socio del Cicap, in un periodo di allarmismi e fake news, diamo voce sulla questione a un professionista di consolidata professionalità: “Le preoccupazioni sono legate soprattutto al possibile sviluppo di diossina e alla eventuale diffusione di fibre di amianto nell’aria” ha spiegato il chimico a UrbanPost. Nello specifico, per quanto riguarda il pericolo diossina: “Si può effettivamente sviluppare dalla combustione non controllata di materie plastiche, ovvero materiali polimerici, quali ad esempio il PVC (polivinilcloruro)“.

L’allarme è scattato anche per l’amianto, ma si tratta solo di dubbi al momento, come ha argomentato Fuso: “La preoccupazione per l’amianto deriva invece dall’eventualità che alcune coperture dello stabilimento contenessero tale materiale. Le ultime notizie, tuttavia, sembrano abbastanza tranquillizzanti“. Anche la stessa Arpa ammette l’assenza di pericoli seri e lesivi dovuti alla possibile dispersione di amianto nell’aria: “Durante le operazioni di validazione dei dati della rete di monitoraggio della qualità dell’aria sono state analizzate con particolare attenzione le concentrazioni misurate presso le stazioni Ciampino, Cinecittà e Fermi, più prossime al sito interessato all’incendio anche in considerazione della direzione dei venti prevalenti nella giornata. Dall’analisi dei dati non emergono superamenti dei limiti imposti per la qualità dell’aria dalla normativa vigente“.

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