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Olimpiadi 2026 a Torino, l’apertura di Grillo e del Movimento 5 Stelle

Beppe Grillo dice sì alla manifestazione d’interesse per le Olimpiadi di Torino 2026 e con lui lo fa anche la sindaca Chiara Appendino. Il fondatore del Movimento5stelle è intervenuto telefonicamente nella serata di venerdì alla riunione degli attivisti torinesi che da ore stavano dibattendo sull’opportunità di firmare la manifestazione d’interesse da indirizzare, entro fine mese, al Comitato Olimpico Internazionale. “Dobbiamo provare a ideare una Olimpiade diversa, una olimpiade sostenibile” ha scandito via telefono Grillo al centinaio di attivisti riuniti in strada Antica di Collegno. “Non possiamo perdere l’opportunità di dimostrare che il Movimento sa raccogliere le sfide e provare a gestire cose complicate” ha aggiunto.

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Olimpiadi 2026 a Torino, ecco la nuova idea

Il mondo economico e imprenditoriale torinese fa quadrato su questa proposta, che sarà presentata alla sindaca Chiara Appendino attraverso uno studio di pre-fattibilità della Camera di Commercio. Il documento è stato illustrato oggi ai giornalisti dopo la proiezione di un video in cui le vecchie mascotte olimpiche, Neve e Gliz, si riattivano per la candidatura bis. “Io li chiamerei Giochi dell’innovazione – dice il presidente Vincenzo Ilotte -. Abbiamo già le infrastrutture, si tratta di riattrezzarle. Secondo i nostri conti, l’edizione 2026 potrebbe costare due miliardi, uno in meno di quanto speso vent’anni fa. Daremo il dossier alla sindaca come aiuto per decidere, perché la manifestazione di interesse, che deve partire dalla Città, dovrà essere presentata entro marzo. In ogni caso escludo l’ipotesi Mi-To, non avrebbe ricadute per noi e sarebbe più costosa”.

Olimpiadi 2026 a Milano anziché Torino? L’idea del Coni

Il Coni, però, ha un’altra idea in testa: candidarsi sì alle Olimpiadi 2026, ma con Milano. Dopo il no per Roma 2024, Malagò ha avviato un percorso proficuo con l’altra grande città italiana, dove ha trovato amministrazioni disponibili: al Comune il sindaco renziano Beppe Sala, alla Regione la Lega (prima di Maroni, ora del suo vice Fontana) che sogna da anni di portare i Giochi nel Nord. E la vittoria della sessione Cio 2019 ne è la prova. Milano ha un nome più altisonante a livello internazionale, non è lontana dalle grandi montagne della Valtellina. Soprattutto, però, ha il vantaggio di non essere governata dai 5 stelle: in realtà, il Movimento torinese non è così ostile al progetto olimpico come lo era quello romano.

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