di Andrea Paolo

Omicidio a Gioia Tauro: Continua la Faida in Città


 

Un ragazzo di soli 22 anni, Francesco Bagalà, è stato freddato la sera di Santo Stefano con un colpo di pistola alla testa mentre era alla guida della propria auto. La vittima faceva parte di uno dei gruppi contrapposti da una faida familiare ma che interessa anche ambienti vicini alla ‘ndrangheta

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Il giovane è stato centrato in pieno da una scarica di colpi di pistola mentre era fermo con la propria auto, sul ciglio della strada, forse fermato da qualcuno che lo conosceva. A quel punto era troppo tardi per sottrarsi all’azione del killer che non gli ha dato scampo.

Secondo gli inquirenti non ci sono dubbi: l’omicidio è da ascrivere alla faida tra i Priolo e i Perri-Brandimarte, scaturita da un altro omicidio, quello del giovane Vincenzo Priolo avvenuta l’8 luglio del 2011 sempre a Gioia Tauro. Quella sera scoppiò una lite tra due gruppi di giovani, di cui faceva parte anche Francesco Bagalà: il violento alterco si concluse con una sparatoria in cui morì Vincenzo Priolo, colpito da colpi di fucile a pallettoni sparati da Vincenzo Perri, datosi poi alla macchia e tuttora latitante.

Il gesto omicida del Perri ha dato il via alla reazione violenta dei Priolo, famiglia vicina ad ambienti criminali di spessore essendo imparentata con il potente clan dei Piromalli che regna su Gioia Tauro e siede nel gotha della ‘ndrangheta. Poche settimane dopo l’agguato a Priolo, infatti, un agguato ha ferito gravemente Giuseppe Brandimarte, zio di Vincenzo Perri, sfuggito solo per miracolo alla morte.

Ma la contesa tra le due famiglie non si è placata in nessun modo: nei mesi successivi i Priolo hanno scatenato una vera e propria caccia all’uomo per acciuffare il Perri, salendo fino in Liguria a Ventimiglia dove la recente indagine “La Svolta” della DDA di Genova ha svelato l’esistenza di un locale di ‘ndrangheta gestito proprio dalle cosche di Gioia Tauro.

Ma nulla è servito a fermare il sangue: il 26 febbraio 2012 i Priolo subiscono un nuovo omicidio. Questa volta a cadere sotto i colpi dei killer è il 51enne Giuseppe Priolo, zio di Vincenzo. Quindi l’altro ieri, l’agguato a Francesco Bagalà, elemento da ascrivere al gruppo Priolo, a questo punto fortemente ridimensionato dalla faida.

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