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Omicidio Alessandro Neri news, video auto: sfuma possibilità di una svolta?

Omicidio Alessandro Neri ultime notizie: si parla ancora del giallo dell’auto bruciata la notte successiva alla scomparsa – una Opel Meriva di colore grigio data alla fiamme la notte tra il 6 e 7 marzo, poi in tempi record compattata e destinata alla rottamazione – che potrebbe essere la stessa vettura che le telecamere private di due esercizi commerciali la sera del 5 marzo scorso (quando il 29enne di Spoltore scomparve) hanno ripreso seguire quella che apparentemente sembrerebbe essere la Fiat 500 rossa in us alla vittima, rinvenuta l’8 marzo in via Mazzini a Pescara. A La vita in diretta oggi pomeriggio è intervenuto Paolo Neri, papà di Alessandro, il quale ha visto quei filmati ed espresso la sua opinione in merito.

“Ho preso visione di quei filmati delle telecamere di un ristorante che è di proprietà di amici nostri. Devo ammettere che si vede poco, poi stava piovendo quella sera e l’acqua colava sul vetro della telecamera […] poi, essendo un obiettivo di privati, lo scopo è di riprendere il marciapiede e non la strada. Pensi che non posso nemmeno dire se l’auto rossa che si vede passare fosse quella di mio figlio – non si legge la targa – né tanto meno che auto fosse quella che la segue. L’orario in effetti è quello, quindi minuti dopo l’uscita di casa di mio figlio, quarto d’ora più o quarto d’ora meno, insomma“. E’ verosimile che la vettura rossa fosse la Fiat 500 di Alessandro Neri, secondo il padre, ma da quei filmati non se ne può avere certezza. Dalle parole di Paolo Neri, in sostanza, le possibilità che da quei video possa arrivare la svolta nelle indagini è pressoché nulla.

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Due le piste al momento seguite dagli inquirenti: quella familiare e quella delle cattive amicizie. Sì, perché le indagini stanno mettendo in luce retroscena della vita privata del 29enne finora sconosciuti anche ai suoi stessi genitori. Da un lato Alessandro generoso con amici e conoscenti, ai quali elargiva anche importanti quantità di denaro qualora si trovassero in situazioni di indigenza, dall’altro un Alessandro – persona per bene e con la fedina penale pulita – che inspiegabilmente frequentava persone poco raccomandabili.

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