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Omicidio Andrea La Rosa news: ancora dettagli sconvolgenti sulla sua atroce morte

Omicidio Andrea La Rosa ultime notizie: Antonietta Biancaniello e il figlio Raffaele Rullo, madre e figlio di Quarto Oggiaro, in carcere dallo scorso 14 dicembre con l’accusa di avere sgozzato e tentato di sciogliere nell’acido il 35enne milanese, ex giocatore di Serie C, che risultava scomparso dal 13 novembre, avrebbero fatto anche di peggio. L’indiscrezione drammatica e agghiacciante che trapela in queste ore vuole infatti che i due abbiano gettato l’uomo nell’acido quando era ancora vivo.

andrea la rosa news scomparsa

Andrea La Rosa è morto per “l’azione combinata dell’inalazione dei fumi dell’acido e del confinamento all’interno del bidone” dove era stato infilato il corpo per essere sciolto. Si leggono questi raccapriccianti particolari nella nota di riepilogo delle indagini condotte dai carabinieri che oggi hanno notificato l’avviso ai due arrestati, Raffaele Rullo e a sua madre Antonietta Biancaniello, in carcere con l’accusa di omicidio per un debito nei confronti di La Rosa di oltre 30mila euro.

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Dalla perizia sul cadavere sono infatti emersi questi oltremodo drammatici dettagli sulla atroce morte che gli è stata inflitta: l’ex calciatore del Brugherio non è morto per le ferite inferte nella cantina in via Cogne, ma è stato soffocato dai fumi dell’acido che avrebbe dovuto far sparire il suo cadavere. Rullo lo avrebbe attirato in via Cogne con la scusa di presentargli sua madre, i due gli avrebbero poi somministrato due narcotizzanti che lo hanno stordito; privo di sensi sarebbe stato quindi trascinato nella cantina e lì infilato nel bidone. A quel punto avrebbero versato all’interno, su di lui, almeno sei flaconi di acido e poi sigillato il bidone con il nastro. La ferita al collo che finora si pensava avesse determinato la morte del 35enne potrebbe essere stata inferta quando era ormai privo di sensi. Quel bidone (vedi foto) fu rinvenuto dai carabinieri il 14 dicembre 2017 nell’auto della Biancaniello, che dopo averlo tenuto nell’autorimessa di un conoscente (indagato per favoreggiamento) venne fermata dai militari mentre si apprestava a trasportarlo in auto nel box del figlio, dove avrebbero dovuto distruggerlo completamente utilizzando 24 flaconi di acido.

 

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