di Michela Becciu in , ,

Omicidio Chiara Poggi, 10 anni dopo la nuova vita di Alberto Stasi in carcere: ecco cosa fa adesso


 

Omicidio Chiara Poggi ultime notizie, 10 anni dopo la nuova vita di Alberto Stasi in carcere: ecco cosa fa adesso

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Omicidio Garlasco, dieci anni fa, 13 agosto 2007, Chiara Poggi veniva massacrata nella villetta dove abitava con i genitori, aggredita sull’uscio di casa con un corpo contundente che le ha fracassato il cranio e per il cui delitto è stato condannato a 16 anni di carcere l’allora fidanzato, Alberto Stasi.

Oggi la madre Rita ricorda la tragedia che ha distrutto la sua famiglia, rimarcando il dolore ancora vivo, il ricordo di lei, e il forte desiderio di ritornare alla normalità. La madre di Chiara chiede che si spengano i riflettori “perché è anche giusto ricordarla nell’intimità, dentro di noi”.  “Il ricordo è sempre molto vivo, è come se fosse ancora qui. In questo periodo, quando si avvicina l’anniversario, penso un po’ a tutto, ai giorni passati insieme, a come ci siamo salutate quella mattina prima che io partissi con mio marito e mio figlio Marco per le vacanze in montagna“, scrive La Gazzetta di Parma riportando le sue parole.

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Alberto Stasi, condannato, sta scontando in carcere la condanna definitiva, e continua a proclamarsi innocente. Stasi di recente ha visto confermata anche dalla Cassazione la condanna a 16 anni di carcere, ma spera ancora nella revisione del processo. Intanto, Il Giornale.it fa sapere che il giovane oggi lavora come centralinista per una compagnia telefonica e percepisce uno stipendio di mille euro. Stasi è stato anche condannato a versare alla famiglia della sua ex fidanzata un risarcimento di un milione di euro ma non sarebbe intenzionato a farlo.

A tal riguardo si è pronunciato l’avvocato della famiglia Poggi, Gian Luigi Tizzoni, che starebbe per chiedere spiegazioni in merito al direttore del carcere: “Giusto che i detenuti lavorino e che vengano pagati, ma è anche giusto risarcire le vittime”, ha detto il legale, “Nessuno ci ha detto nulla anche se siamo sicuri che lavora e guadagna 1000 euro al mese”. “Cercheremo di capire perché il carcere non ci ha avvisati e se parte del suo stipendio sia trattenuto per il risarcimento delle vittime”, ha poi aggiunto, secondo quanto si legge sul Giornale.

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