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Omicidio Chiara Poggi: Stasi rinunciò a eredità padre, strategia o dimenticanza?

Omicidio Chiara Poggi ultime notizie: archiviata l’indagine aperta a carico di Alberto Stasi (la madre e gli zii) – in carcere perché condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione per il delitto della fidanzata – che rinunciò alla eredità del padre e dunque, benché condannato dalla Cassazione ad un risarcimento milionario ai familiari della vittima, non ha pagato un euro ai Poggi. Una rinuncia “anomala” quella fatta da Stasi, che ha visto tuttavia il Gip di Milano, Milano Natalia, archiviare l’indagine poiché la denuncia presentata nei suoi confronti è stata giudicata “tardiva”.

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Il Gip ha conservato le sue perplessità in merito, reputando che “non può ragionevolmente spiegarsi con una totale dimenticanza dovuta alle condizioni di “stress” in cui versava” – come sostiene la difesa  – “l’anomalo comportamento di Alberto Stasi quando, nella primavera-estate 2014 “dopo aver chiesto l’inventario dei beni” lasciati dal padre Nicola, morto senza testamento nel dicembre precedente, ha “omesso di accettare l’eredità”. Per tale presunta ‘dimenticanza’ i genitori e il fratello di Chiara Poggi non hanno di fatto potuto ottenere il risarcimento.

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Agli indagati veniva contestata la mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice per via della ipotizzata “fraudolenta operazione” con la quale Alberto Stasi aveva rinunciato all’eredità del padre. Operazione che avrebbe portato al mancato versamento di oltre 1 milione di euro che era stato condannato a pagare alla famiglia Poggi, denunciato dai familiari della vittima ma, a quando pare, troppo tardi per la legge italiana.

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