di M.B. Michela in

Omicidio Daniela Roveri, scartato movente passionale: i nuovi sospetti degli inquirenti


 

Omicidio Daniela Roveri, scartato movente passionale: i nuovi sospetti degli inquirenti. Prelevato il Dna ai vicini di casa e ai clienti della manager d’azienda sgozzata a Colognola, i dettagli

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Omicidio Colognola: Daniela Roveri conosceva il suo assassino?

Daniela Roveri è stata uccisa con fendente alla gola. Un solo taglio ma letale. Il delitto della manager dell’azienda Icra di San Paolo d’Argon, avvenuta la sera dello scorso 20 dicembre a Colognola (Bergamo), è ancora avvolta nel mistero.

Da mesi gli inquirenti sono impegnati nella comparazione della traccia di Dna maschile trovata sul volto e i profili genetici prelevati a centinaia di persone. Risultano essere 230 i campioni salivari raccolti tra le persone che hanno avuto contatti con la vittima nei giorni precedenti al delitto. Tra loro amici, conoscenti, colleghi, i frequentatori della palestra dove andava ad allenarsi, i vicini di casa e i clienti. Per ora nessun sospettato, però. Nessun indagato.

Omicidio Daniela Roveri, svolta indagini: Dna killer isolato sul viso della vittima

Traccia Dna maschile sul viso e su un dito di Daniela Roveri: le indagini scientifiche

Chi l’ha uccisa, dopo averla attesa nell’androne del palazzo dove abitava, sembra non esser stato visto da alcun testimone, né avrebbe lasciato tracce di sé. Come è possibile? Secondo le indiscrezioni finora nessuno di quei Dna sarebbe risultato compatibile con il profilo genetico maschile isolato sul volto di Daniela Roveri. Si tratta di un reperto parziale, presente sulla guancia e su un dito della vittima, che per gli inquirenti apparterrebbe proprio al suo assassino. Sul quel Dna è stato individuato il cromosoma Y, quello relativo alla linea paterna. Da qui gli investigatori sperano di poter risalire al responsabile del suo assassinio.

Le persone finite nella lente di ingrandimento degli inquirenti sarebbero i vicini di casa della Roveri ma anche colleghi della medesima azienda di cui era manager. Tutti i soggetti sono stati collaborativi, eccezion fatta per uno che inizialmente, proprio per essersi rifiutato di sottoporsi al prelievo salivare, aveva dato adito a dei legittimi sospetti. L’uomo sarebbe un residente nel palazzo accanto a quello dove abitava la vittima, che però poi avrebbe accettato di fare il prelievo del Dna. Indagini, quelle svolte in questi mesi, tutte senza esito.

Daniele Roveri: qual è il movente del delitto? Le ipotesi degli inquirenti

In questo periodo di investigazione avrebbe tuttavia perso consistenza l’ipotesi del movente passionale. Accantonata siffatta pista, dunque, le ipotesi rimangono due: quella professionale e quella legata ad un possibile screzio tra vicini di casa. Oggetto di approfondita attenzione è l’ambiente lavorativo di Daniela Roveri, giacché lei si occupava di contabilità e non si esclude che il suo comportamento al lavoro, giudicato inflessibile, possa averle in qualche modo creato qualche ‘nemico’. Possibile che la 55enne fosse odiata (al lavoro o da qualche vicino di casa) a tal punto da portare un individuo fin nella sua abitazione, attendere lì che rientrasse e sgozzarla in quella maniera brutale, rischiando oltretutto di essere visto da qualcuno?

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L’unica cosa c’erta è che chi l’ha uccisa conosceva molto bene quel luogo, ed è stato capace di commettere una tale e ‘chirurgica’ azione delittuosa, e dileguarsi in pochi istanti senza lasciare alcuna traccia di sé. Nemmeno le telecamere di videosorveglianza della zona avrebbero ripreso il suo passaggio. Eppure il delitto si è consumato intorno alle 20:30, un orario di rientro, quando il quartiere e il condominio sono ancora popolati e soggetti al via vai dei residenti. Le indagini continuano senza sosta.

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