di Michela Becciu in , , ,

Omicidio Garlasco, sagoma davanti casa Poggi la mattina del delitto: parla il testimone


 

Omicidio Garlasco parla testimone: ecco il racconto dell’uomo che la mattina del delitto vide una sagoma scura di fronte alla villetta di Chiara Poggi

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Si è fatto riprendere in volto per la prima volta uno dei due testimoni che avrebbero visto una sagoma davanti casa Poggi proprio in una fascia oraria compatibile con il brutale assassinio della 26enne di Garlasco, uccisa la mattina del 13 agosto 2007 e per il cui delitto è stato condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione l’allora fidanzato, Alberto Stasi.

Il testimone si chiama Pietro Emilio, e oggi è stato in collegamento video con Pomeriggio 5. Durante l’intervista ha raccontato quanto già riferito agli inquirenti, che lo interrogarono in qualità di persona informata sui fatti. “Quella mattina ero uscito intorno alle 9 per fare un giro in bicicletta, e ho visto in via Pascoli una sagoma davanti alla casa dei Poggi. Era di schiena, inchinata su una bicicletta, sulla ruota anteriore” – così il signor Pietro – “Dissi ai carabinieri di non aver visto in volto quella persona, ma che poteva anche essere una donna. Aveva abiti scuri, certamente non di colore chiaro, e i conti tornano perché c’è anche un’altra signora che disse di aver visto una persona uscire dalla casa dei Poggi”.

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Perché è importante questa testimonianza? Perché sia il signor Pietro che un’altra testimone videro qualcuno davanti alla villetta del delitto, e la versione fornita dalla signora parla proprio di “una persona con i capelli lunghi”. Un dato che oggi si è rivestito di importanza e attenzione mediatica, giacché il nuovo indagato nella nuova indagine sul delitto aperta dalla procura di Pavia, Andrea Sempio, all’epoca dei fatti portava i capelli lunghi alle spalle. Potrebbe certo trattarsi solo di una coincidenza, sta di fatto che la magistratura sta compiendo in questi giorni degli accertamenti su questo ed altri elementi emersi dalla istanza di revisione del processo presentata dai legali di Stasi, che con una perizia di parte sarebbero riusciti a risalire al Dna rivenuto sulle unghie della vittima e mai attribuito in fase di indagine e di processo. Quel profilo genetico per la difesa di Alberto Stasi apparterrebbe proprio a Sempio.

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