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Omicidio Giulia Ballestri marito: sconvolgente udienza al processo descrive la lunga e atroce morte della donna

Omicidio Giulia Ballestri news: il killer poteva ucciderla subito, invece mosso da atroce sadismo, dopo averla tramortita a colpi di bastone ha lasciato che soffrisse. Per una quarantina di minuti, prima di darle il colpo letale, ha lasciato che agonizzasse. Dieci, quindici minuti sarebbero stati sufficienti per ucciderla, ma le cose sarebbero andate diversamente. Il terribile particolare è emerso ieri durante la diciottesima udienza del processo a carico del marito della vittima Matteo Cagnoni, accusato dell’omicidio.

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Dopo averla stordita il killer – che per la pubblica accusa sarebbe proprio lui, il noto dermatologo dei vip – l’avrebbe lasciata agonizzare per 30-40 minuti. Lo ha riferito in aula l’anatomopatologo Roberto Nannini, dalla comprovata esperienza in materia di omicidi, che ha parlato in qualità di consulente della famiglia Ballestri. Un omicidio, a detta della accusa, aggravato dalla crudeltà e dalla premeditazione. L’assassino avrebbe voluto umiliarla e farla soffrire, vendicarsi a sua volta della umiliazione (secondo le sue folli motivazioni) che la donna avrebbe inflitto a lui comunicandogli l’intenzione di divorziare. Cagnoni pur mostrandosi consenziente alla separazione, non avrebbe in realtà mai accettato questo ‘affronto’ da parte della moglie. Nannini ha spiegato la dinamica del delitto: la prima fase dell’aggressione, con il bastone, sarebbe avvenuta sul ballatoio della villa disabitata di via Genocchi a Ravenna: “Un’aggressione a sorpresa, con la vittima di spalle”, che “cerca poi di scappare e difendersi passivamente. Possibile che fosse stordita e abbia avuto perdite di coscienza in certi momenti, come durante l’ipotetico trascinamento lungo lo scalone di legno che porta al salone”.

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Poi momenti di buio, che nemmeno l’inchiesta è stata in grado di ricostruire in toto. “L’autopsia rende solo la foto finale dell’evento, tante cose successe prima sono nascoste”. Forse Giulia viene spogliata, poi trascinata fino alla cantina. Si ipotizza fosse incosciente in quella fase. Giulia successivamente si risveglia e tenta di fuggire, lo prova la sua impronta scalza diretta verso l’uscita. Il killer a quel punto torna ad infierire su di lei e la colpisce, forse a calci. La vittima aveva anche tre costole rotte, l’assassino la ha afferrata per i capelli e le ha sbattuto la faccia contro lo spigolo “molte più volte rispetto alle sette fratture riscontrate”. A quel ounto l’ha lasciata morire, soffocata dal suo sangue per 15 lunghi minuti.

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