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Omicidio Giulia Ballestri: Matteo Cagnoni fa un passo falso in aula, pm lo smaschera

Omicidio Giulia Ballestri ultime notizie: nuova udienza oggi 6 aprile in Corte d’assise a Ravenna del processo a carico di Matteo Cagnoni, imputato con l’accusa di avere trucidato la moglie 39enne madre dei suoi 3 bambini a colpi di bastone, il 16 settembre 2016, all’interno di una villa disabitata di proprietà di famiglia dove l’avrebbe attirata con l’inganno. L’imputato, arrestato per gravi indizi di colpevolezza, si dichiara completamente estraneo ai fatti nonostante un quadro probatorio a suo carico a dir poco schiacciante.

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Matteo Cagnoni difeso dagli amici in aula

Oggi in udienza è toccato ai testimoni della difesa prendere parola, i quali all’unanimità hanno dato dell’imputato tutti la stessa descrizione: uomo perbene, brava persona e innamoratissimo della moglie, con la quale formava “una coppia perfetta”. E proprio chiedendogli il divorzio Giulia Ballestri, secondo le indagini svolte che hanno portato il dermatologo dei vip davanti al banco degli imputati, avrebbe innescato nella mente del coniuge una follia omicida esplosa la mattina del 16 settembre 2016. La coppia pochi giorni dopo avrebbe avuto l’uDienza per la separazione. Separazione che Cagnoni in cuor suo, nonostante l’apparente accordo, non avrebbe mai tollerato, giudicando anzi la richiesta di divorzio un affronto della moglie nei suoi riguardi.

“Matteo era un buon amico, lui e Giulia sembravano la coppia perfetta: nessuno avrebbe mai pensato che fossero in crisi”, hanno ripetuto in coro i testimoni. Hanno parlato persone note  come Giannantonio Mingozzi, ex vicensindaco di Ravenna ed ex consigliere del Partito repubblicano italiano, ora presidente di Tcr (Terminal container Ravenna), che ha detto di aver conosciuto l’imputato nel 2012 in occasione della presentazione di un libro scritto da Cagnoni. Tra i testi anche il miglior amico dell’imputato, Luca Ferranti, che della coppia Giulia-Matteo ha detto: “Avevano un rapporto cordiale e affettuoso, in sintonia …  Matteo non mi parlò mai della crisi che stava vivendo con Giulia. Non ho mai assistito a episodi di violenza nei confronti di Giulia. Come amico era una persona intelligente e sempre disponibile, non certo come è stato descritto dai precedenti testimoni”.

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Processo Cagnoni: nuova indagine a carico del dermatologo accusato di omicidio

Nella sua deposizione-fiume della scorsa udienza Matteo Cagnoni disse che il 17 settembre 2017, giorno dopo l’omicidio, era andato in aeroporto per comprare un orologio”, ebbene, la Procura ha indagato in merito e scoperto che l’esercizio commerciale a cui l’imputato ha fatto riferimento non esiste. “Abbiamo fatto un sopralluogo nei negozi dell’aeroporto di Bologna seguendo le indicazioni fornite da Cagnoni durante la sua udienza, che disse di essersi recato in aeroporto il giorno dopo l’omicidio della moglie per acquistare un orologio al figlio”, così il pm in aula smascherando la menzogna del dermatologo, “Né oggi né nel 2016 esistono o esistevano negozi che vendono orologi e gelati nella zona descritta dall’imputato”. Il mistero rimane: cosa ci faceva Cagnoni in aeroporto il giorno dopo l’omicidio della moglie?

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