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Omicidio Giulia Ballestri news, Matteo Cagnoni si difende in aula: “Ho l’artrite”

Omicidio Giulia Ballestri marito news: Matteo Cagnoni dalle 9:30 di questa mattina ha risposto alle domande del pm Cristina D’Aniello nell’ambito del processo a suo carico per l’omicidio della moglie 39enne, madre dei suoi tre figli, massacrata a bastonate il 16 settembre 2016. L’aula della Corte d’assise di Ravenna era gremita di persone, addetti ai lavori e curiosi che volevano sentire quali argomenti avrebbe fornito il noto dermatologo dei vip per difendersi da un’accusa gravissima che potrebbe costargli una condanna all’ergastolo: omicidio pluriaggravato dalla premeditazione e dalla crudeltà.

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Nonostante i numerosi indizi di colpevolezza a suo carico, l’imputato continua a professarsi innocente e completamente estraneo ai fatti. Per ore ha risposto ad ogni spinosa domanda del pubblico ministero, trovando le più disparate giustificazioni a vicende, prove raccolte dai Ris, passi falsi da lui commessi che fanno convergere l’ipotesi della accusa verso un’unica direzione: la sua piena colpevolezza. Sicuro di sé e supponente, il dermatologo ha impugnato con la mano destra il microfono al banco degli imputati ed ha cominciato a parlare. Poiché il killer di Giulia Ballestri è un mancino, che ha impugnato con mano sinistra il bastone con il quale la povera vittima è stata martoriata nella villa di famiglia disabitata in centro a Ravenna, dove una telecamera la mattina del 16 settembre riprese entrare la coppia, Cagnoni oggi ha voluto sottolineare che lui non è mancino ma ambidestro.

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Poi la rocambolesca excusatio non petita: “A causa di un’artrite alla mano sinistra, con la quale scrivo, ho imparato ad usare la destra per svolgere le altre attività”. E poi: “Non avrei mai potuto uccidere mia moglie, come ce l’avrei fatta? Soffro di artrite …”. Cagnoni in aula si è contraddetto rispetto a quanto dichiarato nell’immediatezza dei fatti, e la fuga dalla finestra all’arrivo dei carabinieri nella villa fiorentina dei genitori dove si era rifugiato con i figli, l’imputato l’ha giustificata parlando di “Panico e angoscia” provati in quel frangente, a causa delle reminiscenze di un vecchio processo che in passato dovette affrontare. Il sangue della moglie rinvenuto sui suoi jeans, il dermatologo l’ha spiegato parlando di un ferimento della donna tempo prima che venisse uccisa, e che lui avrebbe medicato, sporcandosi dunque con il suo sangue. Insomma, il 52enne alla sbarra non ha dato segni di cedimento, e a fronte delle evidenze investigative a suo carico – tra tutte il suo Dna sul bastone usato per l’omicidio – ha dimostrato di voler tentare il tutto per tutto pur di eludere la condanna che appare in questo momento quasi scontata.

 

 

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