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Omicidio Giulia Ballestri news, Matteo Cagnoni: suo Dna su bastone arma del delitto

Omicidio Giulia Ballestri news: diciassettesima udienza del processo a carico di Matteo Cagnoni, il noto dermatologo dei vip in carcere con l’accusa di avere ucciso a bastonate, il 16 settembre 2016, la moglie 39enne dalla quale si stava separando. Al processo si è parlato dell’arma del delitto, un bastone di 55 cm di lunghezza e 6 cm di diametro che per gli esperti di botanica incaricati di analizzarlo è un legno di pino domestico, gli stessi alberi abbattuti nella villetta dei coniugi al mare e come quello che è stato trovato accatastato nella cantinetta dell’abitazione familiare di Cagnoni. Sopra quel bastone è stato trovato il sangue della vittima ed anche il Dna del marito, che si dichiara innocente nonostante i numerosi indizi di colpevolezza a suo carico. Su quel bastone però ci sarebbe anche il Dna di un altro soggetto maschile non identificato, sebbene in quantità minime rispetto alla traccia lasciata da Cagnoni.

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Giulia Ballestri: Dna di Cagnoni sul bastone usato per il delitto

Ascoltata in aula Alessandra De Rosa, genetista forense della Polizia di Stato che tra ottobre e novembre 2016 ha effettuato diversi rilievi nella villa disabitata a Ravenna di proprietà della famiglia Cagnoni, dove si è consumato il delitto, e nella due Mercedes, di proprietà di Matteo Cagnoni e di suo padre. Le tracce dell’imputato sono ovunque in quella casa ed anche nella torcia sequestrata, che avrebbe utilizzato per illuminare la villa del delitto. In particolare ci si è concentrati sulle impronte di sangue ‘palmare frigo’ e ‘palmare muro’ a lui riconducibili. Poi sul sangue di Giulia rinvenuto sui jeans di Cagnoni (sequestrati nella villa di Firenze dove abitano i genitori e dove è stato arrestato), quello rilevato sul muro, sul frigorifero e sulle poltrone della villa in cui la donna è stata massacrata a bastonate: “Il profilo genetico appartiene a Giulia con un compatibilità altissima, praticamente certa”, ha testimoniato la genetista. Il bastone arma del delitto è però su tutte la vera prova che inchioda il dermatologo Cagnoni: “Sull’estremità non insanguinata sono state rilevate tracce di un profilo genetico maschile, compatibile con quello dei Cagnoni”. E’ tuttavia emerso che “è stato rilevato anche un secondo profilo maschile sull’arbusto, ma è una componente minoritaria estremamente esigua, dovuta a un contatto di breve durata, a differenza del primo profilo che presuppone un contatto più prolungato”. Profilo maschile non di Cagnoni appartenente ad un soggetto tuttora sconosciuto.

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Matteo Cagnoni: non è suo il Dna trovato sotto le unghie di Giulia Ballestri

Il Dna di Cagnoni è stato dunque rinvenuto in più punti compromettenti e che lo collocano sulla scena del crimine. Tuttavia durante l’udienza è emerso che sotto le unghie di Giulia Ballestri c’era del materiale biologico risultato non compatibile né con il marito imputato né con quello dell’amante Stefano Bezzi, che Giulia in quel periodo stava frequentando e per il quale si stava separando dal marito. Di chi è allora quel profilo genetico maschile? Alla ipotesi avanzata in aula dall’accusa: “Giulia, quando poco prima di essere uccisa ha accompagnato i figli a scuola, potrebbe aver fatto una carezza a un altro bambino”, la difesa di Cagnoni ha avanzato una convinta opposizione: “Il Dna sconosciuto è stato trovato su entrambe le mani. Difficile pensare a una carezza, dunque”.

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