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Omicidio Gloria Rosboch: confronto Gabriele Defilippi-Obert, parole di fuoco e feroci accuse reciproche

Omicidio Gloria Rosboch: a Quarto Grado lo scorso venerdì 6 aprile un documento inedito: il video esclusivo del confronto a quattrocchi tra Gabriele Defilippi e Roberto Obert, che secondo l’accusa avrebbero ucciso la professoressa 49enne di Castellamonte scomparsa il 13 gennaio 2016 e ritrovata morta dopo un mese, all’interno di una cisterna in disuso nel boschetto di Rivara. Il confronto all’americana avvenne prima che Defilippi – ex alunno della vittima condannato a 30 anni di reclusione lo scorso 22 settembre – si assumesse la piena responsabilità del delitto. Fino al 30 giugno, infatti, il ragazzo aveva sempre accusato il suo complice ed amante Roberto Obert, condannato a 20 anni di carcere.

Gabriele prima di rendere quella confessione spontanea mentì spudoratamente al pm Salvatore Ferrando, addossando ogni responsabilità a Obert, il quale invece dalla prima ora assunse un atteggiamento collaborativo con gli inquirenti, facendo loro ritrovare il cadavere della vittima e (dopo il confronto all’americana di cui in oggetto) successivamente la pistola di Gabriele Defilippi seppellita nel boschetto di Rivara il giorno del delitto.

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Durante il confronto diffuso da Quarto Grado, Roberto Obert accusa Gabriele DeFilippi di essere malvagio, un mostro. “Come potevo architettare una cosa del genere se non conoscevo Gloria?”, dice l’uomo per discolparsi guardando il magistrato. Gabriele, seduto al suo fianco, senza tradire rabbia e con calma apparente, non lo guarda mai negli occhi e lo accusa di ogni nefandezza. “Devi avere il coraggio di dire la verità”, gli dice, suscitando l’ira di Obert che lo accusa di mentire spudoratamente: “Sei malvagio dentro, te! Sei cattivo“. In quel particolare momento – ora, con il senno del poi, è possibile fare la corretta lettura del comportamento del ragazzo – Gabriele sapeva che a suo carico non erano emerse prove di colpevolezza schiaccianti, per questo scaricava ogni addebito sul complice, che poi l’inchiesta dimostrerà essere stato succube di lui ma non esecutore materiale del delitto. Secondo l’avvocato Celere Spaziante difensore di Obert, presente in studio durante la diretta del programma, Gabriele già alla fine di quell’incontro dimostrò di ‘cedere’ e perse sicurezza nell’esposizione, stremato da ore ed ore di interrogatorio.

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