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Omicidio Noemi Durini fidanzato news: chiuse indagini preliminari, la conclusione degli inquirenti

Omicidio Noemi Durini ultime notizie: chiuse le indagini preliminari a carico di Lucio Marzo, il 18enne di Montersardo reo confesso del delitto della fidanzata avvenuto all’alba dello scorso 3 settembre. Il giovane, minorenne all’epoca dei fatti, sarebbe l’unico indagato per il delitto, accusato di omicidio volontario con le aggravanti di aver commesso il fatto con premeditazione, per motivi abietti e futili e di aver agito con crudeltà. Indagati come atto dovuto il padre, Biagio Marzo, con l’ipotesi di concorso in occultamento di cadavere e Fausto Nicolì, il meccanico 50enne di Patù che lo scorso dicembre, ritrattando la sua prima confessione, Lucio ha accusato di aver commesso il delitto. Nicolì è inoltre indagato per l’ipotesi di reato di prostituzione minorile.

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Sia la perizia dei Ris sugli accertamenti tecnici sull’auto usata da Lucio (e pulita in maniera approfondita dopo l’omicidio con l’uso della candeggina) che l’esito della perizia psichiatrica cui il detenuto è stato sottoposto, sono state depositate in Procura. Le risultanze di questi esami confermerebbero le responsabilità di Lucio e dimostrerebbero la sua piena capacità di intendere e di volere al momento del delitto. Nell’informativa finale sono confluiti anche alcuni accertamenti tecnici su celle telefoniche e telecamere di video sorveglianza.

Fu Lucio per la magistratura inquirente a provocare “la morte di Noemi prelevandola alle 4.51 dalla sua abitazione con la Fiat 500 di proprietà della sua famiglia e conducendola in aperta campagna colpendola con l’uso di corpi contundenti; con le aggravanti di aver commesso il fatto con premeditazione, per motivi abietti o futili e di aver agito con crudeltà”. L’autopsia ha stabilito che Noemi era ancora viva quando fu sepolta con dei massi presenti sul luogo del delitto, abbandonata nelle campagne di Castrignano del Capo all’alba del 3 settembre e fatta ritrovare dal reo confesso dieci giorni dopo. Il medico legale ha indicato come causa del decesso la morte per asfissia della povera vittima. Di recente Lucio ha chiamato in correità suo padre, riferendo in una terza confessione al magistrato che l’uomo l’avrebbe aiutato a seppellire Noemi che ancora agonizzava.

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