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Omicidio Noemi Durini: Lucio ha avuto un complice? Spuntano due particolari sospetti

Omicidio Noemi Durini ultime notizie: i legali della mamma della 16enne di Specchia si oppongono alla richiesta della Procura di archiviare le indagini, nella convinzione che, contrariamente a quanto asserito da chi indaga, Lucio Marzo non abbia fatto tutto da solo. Il 18enne di Montersardo, reo confesso del delitto e rinviato a giudizio, secondo i familiari di Noemi non avrebbe agito da solo e dalla analisi delle telecamere di videosorveglianza sarebbero emersi due particolari molto inquietanti che andrebbero in quella direzione. A Quarto Grado, in onda venerdì 22 giugno, si è parlato del delitto di Specchia. La giovane fu uccisa dal fidanzato, minorenne all’epoca dei fatti. I due si incontrarono nel cuore della notte lo scorso 3 settembre; privo di patente, alla guida dell’auto di sua madre passò a prendere Noemi: è una telecamera che li riprende dirigersi entrambi, a piedi, dentro la vettura. Camminano spediti e decisi, sembra tra loro ci sia un accordo, non litigano.

Però nel frame precedente, quando il giovane ha imboccato il vicolo in cui ha poi parcheggiato la vettura, si vedrebbe nel finestrino il riflesso di uno schermo luminoso, come quello di un cellulare. Poiché Lucio era sprovvisto di cellulare visto che il padre glielo aveva sequestrato, se quella luce fosse stata emanata da uno smartphone acceso potrebbe anche significare che dentro l’auto c’era qualcun altro oltre al ragazzo. Gli inquirenti hanno appurato che in quei minuti Noemi Durini non fu contattata al cellulare, quindi è giallo su quel presunto schermo di cellulare acceso e in uso nell’auto del fidanzato, poco prima che andasse a prenderla a casa. Lucio, infatti, per avvertirla che stava per arrivare, si era fatto prestare per un momento il cellulare da un suo coetaneo.

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Il dubbio su quello strano riflesso ad oggi rimane. Il secondo particolare inquietante sulla vicenda, di cui si è parlato a Quarto Grado, riguarda il fatto che mentre i ragazzi erano fermi in auto per ben quattro minuti si vede un’ombra accanto all’auto. Si tratterebbe di una sagoma che passa di corsa, a quell’ora tarda. Un particolare molto strano, che non esclude l’ipotesi che quella presenza sia legata al delitto. Se infatti Lucio ha attirato Noemi in una trappola, l’ombra umana potrebbe essere appartenuta a un possibile complice del ragazzo che, direttosi di corsa nella sua vettura, avrebbe potuto raggiungere la campagna di Castrignano del Capo dove è avvenuto il delitto prima dei fidanzato, e avere aiutato Lucio se non nella fase omicidiaria in quella successiva ad essa, dell’occultamento del corpo. Come sappiamo, infatti, esistono ad oggi ancora molti dubbi su come Lucio, da solo, avrebbe potuto massacrare Noemi e seppellirla sotto un cumulo di enormi massi presenti sul posto, mentre la ragazza era ancora in vita.

 

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