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Omicidio Noemi Durini news, Lucio ammette: “Quando sono andato via Noemi era viva”

Omicidio Noemi Durini ultime notizie: la 16enne di Specchia uccisa il 3 settembre scorso era ancora viva quando Lucio Marzo, suo fidanzato e presunto assassino, dopo averla ferita al capo con un coltello la seppelliva sotto un cumulo di sassi, nella campagna di Castrignano del Capo. La terribile conferma dalla perizia psichiatrica cui è stato sottoposto l’indagato, minorenne all’epoca dei fatti e ora detenuto nel carcere minorile di Quartucciu (Cagliari).

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“L.M. conferma che Noemi fosse caduta. E, nuovamente, dichiara che mentre poneva le pietre sopra alla ragazza, lei dicesse: ‘Che c… stai facendo?’ …”, questo uno dei terribili passaggi della consulenza sulle capacità di intendere e di volere del ragazzo di Alessano, che confermerebbero quanto ipotizzato dal medico legale che svolse l’autopsia sul corpo della vittima. Lucio quel delitto o confessò dieci giorni dopo, per poi ritrattare  nella lettera consegnata il 3 gennaio alla polizia penitenziaria, in cui accusa dell’omicidio Fausto Nicolì, meccanico 49enne di Patù amico suo ma in particolare di Noemi. La perizia della psicologa-psicoterapeuta, Maria Grazia Felline, e dello psichiatra-psicoterapeuta, Alessandro Zaffarano, collimerebbe dunque con la consulenza medico legale che il dottor Roberto Vaglio depositerà nelle prossime ore, e ricostruisce i terribili dettagli dei minuti in cui Noemi Durini veniva barbaramente assassinata e sepolta ancora viva sotto il cumulo di pietre prese dal muretto a secco della campagna salentina, fra Santa Maria di Leuca e Castrignano del Capo, dove fu trovata la mattina del 13 settembre dai carabinieri, su indicazione dello stesso Lucio.

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Si attende l’ufficializzazione degli inquirenti, sebbene le indiscrezioni che stanno trapelando lascino poco spazio ai dubbi; le risposte date da Lucio durante gli incontri avuti con gli esperti nominati dal Gip del Tribunale per i minorenni, Ada Colluto, sono inequivcabili: I consulenti: “Perché le mettevi le pietre sopra?”, Lucio: “Per nasconderla”, i consulenti: “Ma se lei era viva, cosa dovevi nascondere?”. Lucio a quel punto esita, non risponde, è disorientato.

OMICIDIO NOEMI DURINI

Durante i colloqui con i consulenti del Tribunale per i minorenni, già medita di ritrattare la sua confessione e chiede di poter leggere la lettera che poi consegnerà alla polizia penitenziaria. L.M. ribadisce che Noemi era ancora viva: “Quando sono andato via io, Noemi era viva, i consulenti: “Come fai a saperlo?”, Lucio: “Lo so…diceva ‘che cogl… che cogl’, diceva. ‘Che mi hai fatto, che mi hai fatto’ … Perché con un colpo qua non è che muori”. Si riferisce al colpo alla testa inferto a Noemi con un coltello che non ha mai fatto ritrovare, la cui punta della lama si è spezzata, trovata poi nella nuca della vittima durante l’autopsia. Lucio aggiunge anche altro durante il suo colloquio con i periti: “Qui esce fuori che io la picchiavo ogni giorno. Ero schiavo della situazione, forse non ci siamo capiti. Non pensavo mai che succedesse questo“. Il deposito della consulenza del medico legale Vaglio è atteso ad ore. Quella perizia sarà messa a confronto con quella dei colleghi Francesco Introna (nominato dagli avvocati Mario Blandolino e Giulia Bongiorno per conto della madre di Noemi) ed Ermenegildo Colosimo (nominato dagli avvocati Luigi Rella e Paolo Pepe per conto dell’indagato).

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