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Omicidio Noemi Durini news processo, dietrofront di Lucio in aula: “L’ho uccisa io, ecco perché”

Aggiornamento ore 12:25 – Il gup del Tribunale per i Minori di Lecce, Aristodemo Ingusci, ha accolto la richiesta di rito abbreviato avanzata dai legali difensori di Lucio Marzo. Precedentemente aveva rigettato la richiesta di messa alla prova e ha disposto l’inizio del procedimento a carico del ragazzo per il 2 e 3 ottobre 2018.

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Omicidio Noemi Durini news: è in corso oggi 30 maggio, presso il tribunale dei Minori di Lecce l’udienza preliminare in cui si discute la richiesta di rinvio a giudizio a carico di Lucio Marzo, il 18enne di Montesardo (Lecce) in carcere con l’accusa di avere assassinato la sua fidanzata lo scorso 3 settembre. Omicidio aggravato dai futili motivi e della crudeltà e occultamento di cadavere, queste le accuse di cui deve rispondere il ragazzo, che aveva ancora 17 anni quando uccise la fidanzatina 16enne.

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Dopo avere inizialmente ammesso le sue responsabilità, per poi ritrattare e accusare del delitto Fausto Nicolì, e chiamare in causa suo padre Biagio Marzo, accusandolo di averlo aiutato ad occultare il corpo della povera Noemi, Lucio stamani in aula ha chiesto di poter rilasciare dichiarazioni spontanee. Ebbene, stando alle prime indiscrezioni che stanno emergendo dall’aula, il giovane in questi minuti avrebbe detto al Gup di essere stato lui ad uccidere la fidanzata. Lucio in sostanza sarebbe tornato alla prima ed originaria versione dei fatti fornita spontaneamente, quando il 13 settembre scorso fu arrestato dopo essersi costituito, ammettendo di avere ucciso la fidanzata perché esasperato dalle pressioni di lei che “voleva uccidere i miei genitori”.

Lucio Marzo torna dunque alla prima versione. I suoi legali hanno chiesto il rito abbreviato condizionato alla messa in prova che, lo ricordiamo, in caso di condanna permette all’imputato di godere di uno sconto di un terzo della pena. Richiesta che, come riferisce dal tribunale di Lecce Remo Croci inviato per Quarto Grado, il pubblico ministero ha rigettato. In aula presenti anche i genitori di Lucio, arrivati al Tribunale dopo che i genitori di Noemi erano già entrati. Lucio, a bordo di un furgone scortato da una pattuglia della polizia carceraria, è entrato da un ingresso secondario. E’ la prima volta che il ragazzo incontra i genitori della vittima da quando sono accaduti i tragici fatti.

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