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Omicidio Pamela Mastropietro news: i genitori puntano il dito contro la comunità Pars

Omicidio Pamela Mastropietro ultime notizie: puntano il dito contro la comunità ‘Pars’ di Corridonia, di cui la figlia era ospite da alcuni mesi, i genitori della 18enne romana brutalmente assassinata e fatta a pezzi lo scorso 30 gennaio. Ospiti ieri 20 febbraio di Porta a Porta, lo hanno detto chiaramente: “In quella comunità è successo qualcosa […] Pamela era una ragazza ingenua che si fidava troppo degli altri, che voleva fare la criminologa e non l’estetista ed amava disegnare. Un’adolescente che era felice di vedere ogni tanto riunita la sua famiglia”.

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Il padre e la madre chiedono giustizia, ma soprattutto che si faccia chiarezza sulle eventuali responsabilità di chi, quel 29 gennaio, l’ha fatta andar via dalla struttura indisturbata, a piedi, senza telefono cellulare né un soldo, informando i familiari dell’accaduto, ma non nell’immediatezza. La coppia si era separata quando Pamela aveva due anni. Alessandra Verni e Stefano Mastropietro ieri in studio a Porta a Porta hanno anche rivelato che due anni fa quando hanno visto i primi segni di malessere nella figlia non sono stati aiutati dalle strutture sanitarie. Sarebbero infatti stati costretti a pagare privatamente uno psicologo per sostenere la figlia tre volte a settimana.

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“Pamela aveva un disturbo della personalità, la droga era una conseguenza. Per questo non ci spieghiamo come possa essersi allontanata”, così il padre della ragazza. In lui e la ex moglie il dubbio che possa essere successo qualcosa all’interno della comunità si fa sempre più forte. L’ultima volta che sono andati a trovarla “Pamela stava bene”, ed era contenta del suo incarico di responsabile della lavanderia all’interno della comunità. “Ma dal 25 dicembre la ragazza ha cominciato a vomitare ma a me lo hanno detto soltanto il 15 gennaio”. “Quando fai i bagagli e lasci un posto vuol dire che hai avuto un problema”, ha precisato l’uomo, “qualcuno le ha fatto qualcosa lì dentro” ha poi aggiunto la madre di Pamela. I genitori escludono che Pamela si possa essere “bucata” per via della sua fobia delle siringhe. La droga, hanno sottolineato, l’ha sempre o inalata o fumata.

 

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