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Omicidio Pamela Mastropietro news, nigeriani intercettati in carcere: parole sconvolgenti

Omicidio Pamela Mastropietro ultim’ora: nuove sconvolgenti indiscrezioni sui nigeriani intercettati in carcere. Il procuratore di Macerata, Giovanni Giorgio, lo ha comunicato poco fa ai cronisti durante una conferenza stampa indetta per rendere pubblico il punto sulle indagini relative al massacro della 20enne romana uccisa e fatta a pezzi lo scorso 30 gennaio a Macerata. “Abbiamo già fatto cose terribili”, questa una delle frasi shock pronunciate da Desmond Lucky mentre in carcere parla con l’amico connazionale Lucky Awelima. Entrambi sono sospettati di essere i complici di Innocent Oseghale, principale accusato del delitto.

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A cosa alludeva il nigeriano? Si teme al depezzamento del cadavere della povera Pamela ed al cannibalismo. Una ipotesi raccapricciante che ora dovrà essere fatta oggetto di ulteriori approfondimenti investigativi per poter essere confermata. La traduzione della intercettazione mette i brividi: “Quello che abbiamo fatto sono cose da bambini”“Di poco conto”, ha detto il procuratore. Il nigeriano “ha poi sottolineato che in Nigeria faceva parte dei Rogged, ovvero una presunta organizzazione criminale locale”. Giovanni Giorgio ha inoltre evidenziato la enorme difficoltà per la Procura nel trovare soggetti di nazionalità nigeriana disposti a tradurre le conversazioni intercettate avvenute in carcere tra i due loro connazionali, “hanno paura di esporsi“, poiché “temono ritorsioni a danno dei parenti in Nigeria”.

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Quanto alle indagini, è stato confermato che sul corpo smembrato di Pamela Mastropietro sono stati trovati tre Dna maschili. Uno è certamente di Innocent Oseghale, il 29enne nigeriano principale sospettato del massacro (è di queste ore la notizia secondo la quale il Dna dell’uomo sarebbe stato rinvenuto anche sotto le unghie della vittima), il secondo è del tassista che trascorse delle ore con lei il giorno prima del delitto, 29 gennaio, ed è risultato estraneo alla vicenda omicidiaria, infine il terzo, ancora di ignoto, che la magistratura ipotizza appartenere a qualcuno incontrato da Pamela in un tempo precedente alla fuda dalla comunità, e comunque di un soggetto estraneo alle indagini.

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