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Omicidio Pamela news, rimosso il questore di Macerata, il Sindaco: «Noi usati politicamente, lasciateci in pace»

«Noi maceratesi siamo stati usati politicamente. Il grido ‘Lasciate in pace Macerata’ esprime la necessità di attendere i nostri tempi e di fare i nostri passi. Dobbiamo rielaborare il dolore». E’ lo sfogo del sindaco di Macerata Romano Carancini, dopo il clamore suscitato dai casi di Pamela Mastropietro e Luca Traini. Il primo cittadino della città marchigiana non ha nascosto la sua forte preoccupazione, rispetto al reiterarsi di episodi come quello messo in atto dal giovane che ha tentato di “vendicare” a modo suo l’uccisione della 19enne romana. «Ci stiamo sparando tra noi, domani potrà essere il nero che spara al bianco», ha aggiunto.

Le conseguenze politiche del caso Macerata: via il Questore Vuono

Carancini da giorni chiede tranquillità, di far scendere il silenzio sulla vicenda, di far lavorare la Magistratura che sta conducendo le indagini a ritmo serrato. La preoccupazione è altissima, da giorni. Venerdì il primo cittadino, in vista della manifestazione indetta per sabato 10 febbraio, aveva anche deciso per la chiusura in via cautelare di tutte le scuole di ogni ordine e grado.

Una prima importante conseguenza del “caos” nella città marchigiana è la rimozione del questore di Macerata Vincenzo Vuono, comunicata oggi. Al suo posto arriva da Roma Antonio Pignataro. Vuono paga la gestione generale dell’emergenza, prima nelle ore successive alla sparatoria per mano di Luca Traini, poi con le manifestazioni antifasciste e antirazziste di sabato, prima negate, poi autorizzate.

La manifestazione che si è tenuta sabato scorso tra mille polemiche alla fine si era conclusa in maniera pacifica, come avevano garantito gli organizzatori. Ma non sono mancate le polemiche sulla richiesta del Sindaco Carancini di sospendere il corteo, giudicata tardiva dai promotori. «Pretendiamo che Macerata non diventi un luogo di attiva presenza neofascista – avevano detto i rappresentanti di Anpi, Arci e LIbera – ciò sarebbe in violazione della Costituzione della Repubblica, delle leggi vigenti in materia e della civiltà. Siano quindi vietate le iniziative annunciate per i prossimi giorni in città daForza nuova, da Casapound e da tutti i seminatori di razzismo. Il sindaco sia protagonista, assieme ai ministri deputati, di questa operativa assunzione di responsabilità.»

pamela uccisa e fatta a pezzi

Il punto sulle indagini. Lo zio: «Non infangate la memoria di Pamela»

Le indagini sulla morte di Pamela Mastropietro registrano  la formalizzazione dell’accusa di concorso in omicidio anche per i due nigeriani fermati lo scorso venerdì. Secondo il Procuratore Giovanni Giorgio ci sarebbero gravi elementi indiziari che inchioderebbero i due e Oseghale, primo indagato nella vicenda della morte di Pamela. In primis i telefoni cellulari che hanno registrato la loro presenza nei pressi dell’appartamento di via Spalato 124 a Macerata dove si è consumato l’orrendo delitto.

Intanto sono da registrare le importanti dichiarazioni dello zio di Pamela Mastropietro, che in un’intervista a Quotidiano.net nega con fermezza che la ragazza possa essere procurarsi da sola l’overdose che l’ha (forse) uccisa. «Pamela odiava gli aghi e quei buchi sul polso che sembra le abbiano trovato non ci convincono – ha detto Marco Valerio Verni – Di sicuro non è stata lei a farsi l’iniezione, ma le è stata fatta da qualcun altro: per stordirla, iniettarle un anestetico, perché si voleva abusare di lei? Mia nipote è stata fatta passare come una drogata all’ultimo stadio, ma non era così. Le va resa giustizia, perché non si può infangare la memoria di una ragazza che non può più difendersi, né distruggere una famiglia. Mia sorella ha ricevuto foto offensive da sconosciuti con siringhe e altre cose del genere, ed è una madre distrutta dal dolore».

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Written by Andrea Monaci

47 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it Ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto, tra gli altri, per il "Secolo XIX" e "Lavoro e Carriere". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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