di M.B. Michela in

Omicidio Pordenone news: faccia a faccia in aula fra Giosuè e gli ex coinquilini che lo inchiodano


 

Omicidio Pordenone news: faccia a faccia in aula fra Giosuè e gli ex coinquilini che lo inchiodano. Il confronto avverrà in Corte d’assise a Udine lunedì 10 luglio

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Omicidio Teresa e Trifone, ormai il processo a carico di Giosuè Ruotolo è arrivato più che nel vivo, ed entro dicembre dovrebbe arrivare la sentenza di primo grado a carico del militare campano accusato del duplice delitto dell’ex commilitone e della fidanzata, avvenuto a Pordenone la sera del 17 marzo 2015. Ruotolo si dichiara innocente, tuttavia a smentire clamorosamente la sua versione dei fatti sulla sera del delitto ci son i suoi due ex coinquilini, testimoni chiave dell’inchiesta: Sergio Romano e Daniele Renna, che all’epoca dei fatti condividevano con l’imputato l’appartamento di via Colombo a Pordenone, su decisione della Corte d’assise di Udine, affronteranno in aula Giosuè.

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I due teste sono stati convocati per il 10 luglio e saranno messi alla prova, in un confronto serrato con Ruotolo, in merito al profilo Facebook Anonimo Anonimo, usato per inviare tra il 26 giugno e l’11 luglio 2014 messaggi molesti a Teresa Costanza, “per metterla in guardia dai tradimenti di Trifone”, ha giustificato l’imputato, che nega il delitto ma ammette le molestie via chat a Teresa, sebbene ne attribuisca l’ideazione ai due ex coinquilini, appunto.

Daniele Renna e Sergio Romano, immagini tratte da Quarto Grado:

Questo è il passaggio più importante di tutto il dibattimento, giacché per l’accusa cela il movente del delitto: Trifone, scoperto il mittente delle chat moleste, avrebbe minacciato di denuncia e inveito (anche fisicamente) contro Trifone, che dunque lo avrebbe odiato a tal punto da meditare di vendicarsi, arrivando dunque ad uccidere lui e la fidanzata, testimone scomoda di quei dissapori tra loro. Sui quei messaggi Renna e Romano non sono mai stati sentiti e dunque ora la Corte ritiene “necessario e indispensabile” riconvocarli e metterli a confronto, in un faccia a faccia in aula, proprio con l’imputato, Giosuè Ruotolo.

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