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Omicidio Rea: “sentenza condanna Parolisi ingiusta”

Salvatore Parolisi è stato ingiustamente condannato per l’omicidio della moglie Melania Rea. Lo sostengono i legali dell’ex caporalmaggiore dell’esercito, cui in ottobre è stato comminato l’ergastolo in primo grado dal Gup del Tribunale di Teramo, Maria Tommolini quale unico responsabile dell’uccisione della moglie, avvenuta il 18 aprile del 2011.

L’annuncio degli avvocati dell’uomo arriva a tre giorni dal deposito delle motivazioni della sentenza di condanna in primo grado, che tratteggia uno scenario dell’omicidio diverso rispetto a quanto ipotizzato nella prima parte del dibattimento e nelle infinite discussioni mediatiche sul caso.

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Per il Giudice per l’Udienza Preliminare di Teramo che ha condannato Parolisi, l’omicidio è scaturito dal rifiuto di Melania ad avere un rapporto sessuale con il marito quel giorno, nel bosco di Ripe di Civitella. L’omicidio di Melania Rea, secondo quanto si legge nelle motivazioni della sentenza, si è configurato come “un delitto d’impeto causato dalla  frustrazione vissuta dall’uomo nei confronti di Melania, figura dominante”.

Tesi, questa, contestata dagli avvocati di Parolisi che oggi hanno duramente criticato il dispositivo del Gup Tommolini, parlando di “sentenza ingiusta, con motivazioni non convincenti”. I legali, che sono convinti ci siano ampi spazi perché l’appello ribalti la sentenza, affermano in una dichiarazione rilasciata alle agenzie che “il giudice unico del Tribunale di Teramo ha ridotto la sentenza nelle ultime 7/8 pagine utilizzando avverbi come ‘probabilmente’, ‘verosimilmente’, ‘forse’, ‘potrebbe’.Ci saremmo aspettati al contrario – proseguono i legali di Parolisi – approfondimenti tecnici sui principi del ragionevole dubbio e colpevole certezza”.

Written by Andrea Monaci

47 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it Ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto, tra gli altri, per il "Secolo XIX" e "Lavoro e Carriere". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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