di M.B. Michela in ,

Omicidio Sofiya Melnyk news: è ancora mistero sulle sue ultime ore di vita


 

Omicidio Sofiya Melnyk news: è ancora mistero sulle sue ultime ore di vita. Al vaglio ipotesi incontro con due uomini

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Cornuda, omicidio Sofiya Melnyk ultime notizie: gli inquirenti stanno ancora lavorando alla ricostruzione delle ultime ore di vita della bella ucraina 43enne, scomparsa misteriosamente la sera del 15 novembre e trovata cadavere il 24 dicembre, in fondo a un dirupo sul Monte Grappa.

Per la Procura di Treviso a picchiarla selvaggiamente per poi scaraventarla, forse ancora viva, in quella scarpata sarebbe stato il convivete Daniel Pascal Albanese, fuori di senno per aver saputo che lei aveva deciso di lasciarlo, pronta a rifarsi una vita con l’amante che aveva da qualche mese, un medico trevigiano, radiologo dell’ospedale di Montebelluna, dal quale voleva un figlio. Dopo il delitto, sempre secondo la ricostruzione degli inquirenti, Pascal avrebbe finto di cercarla denunciandone la scomparsa, per poi togliersi la vita forse perché sopraffatto dai sensi di colpa. Verrà trovato morto impiccato in casa, il 26 novembre. Sul suo corpo però – è emerso dall’autopsia – nessun graffio o segno di colluttazione compatibile con l’omicidio, giacché Sofiya avrebbe lottato con il suo assassino. Lo proverebbe il materiale biologico rinvenuto sotto le sue unghie e ora al vaglio del Ris. Le circostanze del delitto dunque non sono state ancora perfettamente chiarite. E non solo quelle.

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C’è infatti ancora poca certezza su cosa abbia fatto la vittima prima di morire. Ai carabinieri durante il primo interrogatorio Pascal riferì infatti di un incontro di Sofiya con due uomini per alcuni investimenti finanziari. Sarà vero o l’uomo lo raccontò solo per depistare le indagini e allontanare i sospetti da sé? Anche questa pista è oggetto di indagine in queste settimane, e se trovasse fondatezza potrebbe lasciare spazio a nuovi scenari investigativi. La famiglia di Pascal, infatti, non crede che l’uomo abbia commesso quel feroce delitto, anzitutto perché amava Sofiya, in secondo luogo perché – come anche le indagini stanno dimostrando – era a conoscenza della doppia vita della donna, sapeva delle sue frequentazioni maschili, e le aveva accettate. Il killer ha brutalmente picchiato la donna prima di buttarla giù per il dirupo, dove non è stato chiarito. Nel bagagliaio dell’auto di Sofiya sono state rinvenute tracce di saliva e di sangue, e ciò avalla l’ipotesi che la donna, tramortita dalle botte e ancora in vita, sia stata trasportata proprio lì fino al Monte Grappa. “C’è anche l’ipotesi che, dopo aver subito tante lesioni, sia stata abbandonata e sia rimasta tanto tempo al freddo”, ha spiegato il legale della madre della vittima.  Le botte, la lenta agonia e la morte. Questa la terribile fine toccata alla povera Sofiya. Il killer poi si sarebbe allontanato con la sua auto, poi abbandonata in piazza a Maser, per poi proseguire a piedi.

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