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Omicidio Sofiya Melnyk news: il suo cellulare custode di molti segreti, ma è introvabile

Omicidio Sofiya Melnyk ultime notizie: vanno avanti le indagini sul giallo di Cornuda, che ha visto sparire nel nulla la bella ucraina 43enne il 15 novembre scorso, il suo convivente dare l’allarme due giorni dopo e poi togliersi la vita il 26 novembre, impiccandosi nella casa in cui abitavano a Cornuda, e la donna essere casualmente ritrovata cadavere il pomeriggio della vigilia di Natale, 24 dicembre, in fondo a una scarpata sul Monte Grappa.

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L’ipotesi investigativa privilegiata dagli inquirenti, benché ad oggi non vi siano riscontri oggettivi che la supportino, è che Sofiya sia stata uccisa da Pascal, il quale aveva appreso che la donna della sua vita era intenzionata a interrompere la loro storia perché intenzionata a rifarsi una vita con il suo ultimo amante di cui era follemente innamorata. Daniel Pascal Albanese, dopo avere denunciato la scomparsa della convivente, si è tolto la vita impiccandosi. Secondo quanto emerso dalle indagini era a conoscenza del fatto che Sofiya da 9 anni frequentasse un altro uomo, un biologo emiliano 70enne che si definisce il suo ‘compagno’ da 9 anni, e accettava quella situazione. L’ipotesi però di perdere la casa che il facoltoso amante aveva permesso a Sofiya di pagare con i suoi soldi, avrebbe fatto sentire Pascal spaesato, perché in un sol colpo, se Sofiya lo avesse lasciato per stare con il nuovo amante, un medico trevigiano 60enne, gli avrebbe fatto perdere ogni cosa. Questo, secondo le ipotesi degli investigatori, il possibile movente (di natura insieme passionale ed economica) che avrebbe innescato la furia omicida dell’uomo.

Sofiya e Pascal

giallo di cornuda news

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Sofiya è stata uccisa barbaramente. Ancora non si conoscono esattamente i contorni della dinamica omicidiaria, tuttavia poche terribili certezze il medico legale che ha eseguito l’esame autoptico le ha evidenziate: ematomi ed ecchimosi su tutto il corpo della donna lasciano ipotizzare un barbaro pestaggio subito prima che venisse gettata – forse stordita e ancora in vita – in fondo al dirupo sul Grappa. I residui di materiale biologico ritrovati sotto le sue unghie, e ora al vaglio dei Ris, sarebbero la prova che la vittima ha lottato con il suo assassino, il cui Dna, se identificato, potrebbe finalmente portare alla soluzione del caso.

Altro elemento importante che permetterebbe di ricostruire con esattezza i fatti accaduti il pomeriggio del 15 novembre scorso è rappresentato dal cellulare di Sofiya Melnyk, mai ritrovato. Uno smartphone nero di ultima generazione dal quale la 43enne non si separava e che dalla sera della sua scomparsa è introvabile. Sarebbe stato un imprenditore con la Porsche che lei incontrava spesso a pranzo, in una trattoria di via Tuna a Casella d’Asolo, a donarglielo. Telefono cellulare custode di tanti misteri ed informazioni utili alle indagini, che se venisse ritrovato potrebbe aiutare a chiarire molti aspetti di questo intricato giallo, ma soprattutto l’ora e il movente del delitto, oltre che impronte digitali e tracce di Dna.

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