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Operazione “Giardini segreti” DDA di Catanzaro: i nomi degli arrestati

Trasformare una parte della Calabria in una piccola Jamaica, con grandi piantagioni di marijuana “tecnologiche”, sorvegliate da droni: un business che valeva almeno 20 milioni di euro. Era questo l’obiettivo del gruppo sgominato oggi in un’operazione della Polizia di Stato su disposizione della DDA di Catanzaro. Fondamentale per l’esito dell’indagine, che ha portato 18 persone in carcere (21 gli indagati), la collaborazione di colui che è considerato l’ideatore e il dominus dei “giardini segreti”. Le coltivazioni di marijuana erano un affare gestito da Emanuele Mancuso, classe ’88, figlio di Pantaleone Mancuso detto “l’ingegnere”, considerato dagli inquirenti membro di spicco dell’omonimo casato della ‘ndrangheta egemone nel vibonese.

Operazione "Giardini segreti" DDA di Catanzaro: i nomi degli arrestati

Operazione “Giardini segreti”: i nomi degli arrestati

Mancuso era a capo di un’organizzazione in grado di gestire il prodotto di tre piantagioni da 18mila piante, l’ultima delle quali individuata il mese scorso tra Nicotera e Joppolo, sulla costa vibonese. Secondo il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri, Emanuele Mancuso, oltre che un collaboratore attendibile considerati gli esiti dell’operazione odierna, si è dimostrato uno dei massimi esperti di coltivazione della marijuana, “quasi un agronomo” ma con quel plus tecnologico che gli ha permesso di fare il salto di qualità. Mancuso infatti acquistava i semi di marijuana su internet per poi utilizzarli sia per le piantagioni sia per rivenderli ad altri “coltivatori” in giro per l’Italia. Sempre sul web acquistava il concime adatto per farle crescere rapidamente. Controllava poi le “sue” piantagioni grazie all’utilizzo di droni.

Questi i nomi delle persone destinatarie di ordinanze di custodia cautelare (in carcere o ai domiciliari):

  • Emanuele Mancuso, 30 anni, di Nicotera (in carcere)
  • Giovanni Battaglia, 32 anni, di Nicotera (in carcere)
  • Valentin Stratulat, 30 anni, romeno (in carcere)
  • Carlo Chimirri, 60 anni, di Capistrano
  • Giacomo Chirico, 21 anni, di Maierato (ai domiciliari)
  • Nensy Vera Chimirri, 26 anni, di Nicotera;
  • Cesare Costa, 37 anni, di Nicotera (in carcere)
  • Francesco Costa, 34 anni, di Nicotera;
  • Antonio Curello, 21 anni, di Vibo Valentia (obbligo di dimora)
  • Giuseppe De Certo, 25 anni, di Nicotera (in carcere)
  • Maria Ludovica Di Stilo, 23 anni, di Vibo (ai domiciliari)
  • Salvatore Ferraro, 22 anni, nativo di Palmi (ai domiciliari)
  • Giuseppe Franzè, 31 anni, di Stefanaconi (in carcere)
  • William Gregorio, 23 anni, di San Ferdinando (ai domiciliari)
  • Nicola Lo Russo, 39 anni, di Altamura ( ai domiciliari)
  • Giusy Milidoni, 21 anni, di Ionadi (ai domiciliari)
  • Giuseppe Navarra, 27 anni, originario di Rombiolo, ma domiciliato a Joppolo (in carcere)
  • Francesco Nobili, 32 anni, di Viterbo
  • Francesco Oliveri, 32 anni, di Nicotera (in carcere)
  • Riccardo Papalia, 34 anni, di Nicotera (ai domiciliari)
  • Bruno Russo, 27 anni, di Joppolo (ai domiciliari)
  • Pantaleone Perfidio, 31 anni, di Nicotera;
  • Clemente Selvaggio, 23 anni, di Vibo Valentia;
  • Giuseppe Olivieri, 36 anni, di Nicotera (fratello di Francesco Olivieri);
  • Mirco Fuchì, 25 anni, di Mandaradoni, frazione di Limbadi (ai domiciliari);
  • Antonio Barbano, 54 anni, di Genova;
  • Fulvio Esposito, 51 anni, di Genova;
  • Silvio Biasol, 79 anni, di Trieste.

Operazione “Giardini segreti”: la collaborazione di Emanuele Mancuso

Che Emanuele Mancuso fosse un ragazzo intelligente lo sapevamo già dalla famosa intervista telefonica realizzato lo scorso anno da Klaus Davi. Ci aveva visto giusto il massmediologo nell’individuare nel figlio di Pantaleone Mancuso “L’ingegnere” la nuova generazione della ‘ndrangheta vibonese. Certo non poteva prevederne il pentimento, maturato dopo l’arresto per un’altra operazione, quella contro lo cosca di Soriano di Filandari, con la quale il giovane Mancuso intratteneva stretti rapporti. Il suo pentimento è giudicato “sincero” dai magistrati, almeno così dicono fonti vicine alla DDA. Pare che il giovane, che è diventato papà da poco, abbia detto di averlo fatto per la figlia. Certo è che se Mancuso jr continuasse a parlare rilevando nuovi segreti su quella che è considerata una delle cosche di ‘ndrangheta più forti, saranno in molti a tremare e non certo solo tra Nicotera e Limbadi, terra di origine della famiglia.

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Written by Andrea Monaci

47 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it Ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto, tra gli altri, per il "Secolo XIX" e "Lavoro e Carriere". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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