di Andrea Monaci

Orientamento al Lavoro per i giovani? 200 Euro a Testa


 

Entrano nella fase operativa i progetti del programma nazionale “Fixo” per l’inserimento al lavoro dei giovani diplomati e laureati. In Emilia Romagna stanziati 990mila euro. Fin qui tutto bene: però facendo quattro conti scopriamo che per le azioni di orientamento saranno disponibili solo 200 euro per ogni giovane, davvero poco.

Orientamento Programma Fixo Emilia Romagna

La Regione Emilia Romagna ha appena stanziato 990mila euro per azioni di orientamento e placement (cioè accompagnamento e inserimento al lavoro) a favore dei diplomandi e diplomati degli istituti superiori regionali. L’iniziativa fa parte del programma nazionale “Fixo”, coordinato da Italia Lavoro, l’ente strumentale del Ministero del Lavoro che gestisce i progetti finalizzati allo sviluppo dell’occupazione in Italia.

Fin qui tutto bene, almeno pare. Si, perché se entriamo solo un po’ più nei dettagli scopriamo che, seppur lodevole, l’iniziativa rischia di essere già in partenza di scarsa efficacia. Il punto nodale del problema sono le risorse: i 990mila euro stanziati sono infatti destinati agli interventi che 33 scuole emiliane – ancora da selezionare tramite un bando pubblico – svolgeranno a favore dei propri 4950 tra diplomandi e diplomati.

Facendo una semplice divisione otteniamo la modica cifra di 200 euro. Si, 200 euro a testa per realizzare azioni di orientamento e placement. In realtà il progetto indica come destinazione delle risorse non direttamente i giovani, ma le scuole, che con queste risorse dovranno organizzare i servizi e mettersi in rete tra loro oltre che con le imprese del territorio. Per ogni scuola ci saranno 30mila euro da spendere.

Un’impresa ardua con 200 euro pro-capite. Supponiamo – come logico – che le azioni di orientamento siano svolte da professionisti (pagati): tutto questo si risolverà al più in un paio d’ore d’attività e nulla più. Sappiamo invece che azioni di orientamento efficaci necessitano di attività ben più estese temporalmente, e quindi più costose. A meno che non si voglia puntare, come sempre, sulla buona volontà e l’opera di volontariato di tanti insegnanti, con risultati comunque disomogenei.

(foto: @ateneiinrivolta – Flickr.com)

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