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Pace Fiscale in Italia, come funziona? Nel Bel Paese oltre 80 condoni e sanatorie

Si può parlare di condono? Tra le riforme del Governo Conte, almeno sulla carta, c’è la cosiddetta Pace Fiscale: è il progetto targato Lega-M5S che consiste in una sorta di maxi rottamazione delle cartelle esattoriali. Una misura contenuta nel contratto di governo gialloblu che si rifà a una proposta della Lega, presentata nel programma elettorale. “Noi proponiamo per tutti coloro che si trovano in situazioni di disagio economico di poter comunque chiudere per sempre la loro posizione con il Fisco e poter tornare così a essere attivi nella società” scriveva Salvini nel suo programma elettorale presentato prima del 4 marzo 2018. E adesso, il leader del Carroccio annuncia: “Il primo intervento è la pace fiscale, il secondo intervento realizzabile fin da subito è sulle imprese e poi dall’anno prossimo, s’interverrà sulle famiglie, questo è il cronoprogramma”.

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Pace Fiscale in Italia, si parla di condono e sanatoria?

Pax fiscale; istituto perdonistico tributario; condono; sanatoria. Sono oltre 80 gli interventi che dall’unità d’Italia a oggi si sono susseguiti, con diverse modalità, destinati a soggetti differenti, e svariati obiettivi. Fino al 1972-1973 tecnicamente si è trattato di sanatorie, in quanto è stato possibile fare la pace solo per quanto riguardava le sanzioni e gli interessi. Poi si è passati ai condoni veri e propri, consentendo di sistemare anche il debito d’imposta. Nel trentennio che va dal 1980 al 2010 l’erario ha incassato 62,5 miliardi di euro, grazie alle sanatorie che sono state messe in campo dai governi che si sono alternati alla guida del paese.

Cosa è la Pace Fiscale e come funziona?

Pace Fiscale è sinonimo di condono? Non esattamente. “Condono è una cosa – ha spiegato qualche giorno fa Di Maio – la pace fiscale un’altra”. La misura consiste nel saldo e nello stralcio delle cartelle esattoriali per i piccoli contribuenti in difficoltà economica. A seconda della situazione in cui si trovano, i contribuenti potranno pagare da un minimo del 6% a un massimo del 25% del dovuto con un’aliquota intermedia del 10%. Sull’espressione ‘pace fiscale’, ha puntualizzato qualche giorno fa il deputato leghista Claudio Borghi, c’è stato un “grande fraintendimento. Nessun malfattore sarà beneficiato da questo provvedimento”. Di condono si parla quando qualcuno ha avuto “un accertamento perché è in mora o perché non ha fatto quello che doveva dal punto di vista dichiarativo e si troverebbe abbonata la sanzione. Qui stiamo parlando dei falliti per tasse, che hanno dichiarato tutto e che verrebbero penalizzati per il solo fatto, non molto giusto, di essere arrivati prima della flat tax”.

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A chi è rivolta la Pace Fiscale proposta da Lega e M5S?

A chi è rivolta la Pace Fiscale di Lega e Movimento 5 Stelle? Il provvedimento, come spiegato nel programma della Lega, “potrebbe portare nelle casse dello Stato 60 miliardi di extragettito in 2 anni” e presenta alcuni paletti. La misura, infatti, “esclude i ‘grandi’ contribuenti, ma sarà efficace solo per coloro che a causa della pesante recessione economica non hanno potuto pagare in tutto o in parte le imposte fino ad un tetto massimo di 200mila euro comprensivo di sanzioni, interessi e more”.

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