di Andrea Monaci in ,

Paco, la droga che arriva dal Sudamerica che riduce a larve umane [VIDEO]


 

Si chiama Paco, costa pochissimo e riduce a vere e proprie larve umane. Ecco la nuova droga che arriva dal Sudamerica e spopola tra i ragazzini

Una droga che costa pochissimo, s’inala e provoca effetti devastanti. Si chiama Paco e viene dal Sudamerica questo stupefacente creato unendo scarti alla pasta base di cocaina. Il Paco, per via del suo bassissimo costo (si parla di 2 euro per dose) è diffusissimo tra i più giovani. Un reportage fotografico pubblicato sul Corriere della Sera mostra immagini sconvolgenti di giovani ridotti a vere e proprie larve umane.

Paco, la droga che riduce a larve umane

Anche il video che pubblichiamo qui di seguito è piuttosto eloquente sugli effetti di questa terribile miscela. Il Paco è realizzato unendo la pasta di cocaina, che una volta veniva semplicemente eliminata come scarto, a sostanze di ogni genere. Secondo i servizi antidroga di Brasile e Argentina che ne hanno sequestrata a chili, il Paco viene realizzato unendo alla pasta di cocaina cherosene, polvere di vetro e addirittura veleno per topi. Altro che larve, con questo mix la morte è assicurata.

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Paco droga che costa pochissimo e spopola tra i giovani

Il Paco costa pochissimo e questo è un guaio. Bastano due euro per procurarsene una dose e il suo costo irrilevante ha permesso una larghissima e rapida diffusione di questa droga letale. Da Argentina e Brasile i consumatori si sono moltiplicati in tutto il continente sudamericano e fino ai Caraibi. «Quegli scatti soffocati dal fumo e dalla paura sono stati la fine del mio lavoro sul paco. Proprio dove il paco inizia». Così ha raccontato il fotografo Valerio Bispuri al Corriere, riferendo di aver visto “cucinare” il Paco nei bassifondi di Buenos Aires, da dove gli spacciatori poi si muovono verso le zone della movida.

Gli effetti del Paco su alcuni giovanissimi – Foto: screenshot da YouTube

Paco droga che porta rapidamente alla morte

Il Paco si è diffuso inizialmente tra i più poveri e rassegnati, ma ora sta prendendo piede anche tra i giovani della classe media. Una scossa, «pochi secondi in cui si dimentica tutto e si inizia a morire» racconta il fotografo italiano. Dopo la prima dose è necessaria immediatamente un’altra, e di nuovo un’altra, e ancora, con una dipendenza che risulta del tutto simile a quella per l’eroina. «Ragazzini tra i dieci e i ventidue anni si muovono come lupi tra i vicoli, la pelle consumata, lo sguardo fisso nel buio». Uno scenario triste ma purtroppo sempre più ricorrente nelle periferie Sudamericane.

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