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Palazzo Barberini a Roma: dal Caravaggio al Bernini, opere e segreti di un luogo immortale


 

Continua il nostro viaggio alla scoperta dei luoghi più sorprendenti di Roma: oggi l’associazione L’Asino d’Oro ci accompagna alla scoperta di Palazzo Barberini, scrigno prezioso che custodisce al suo interno opere d’arte ineguagliabili

Palazzo Barberini cosa vedere

Palazzo Barberini è sicuramente una delle residenze nobiliari più spettacolari di tutta Roma. Voluto da papa Urbano VIII per la propria famiglia – molti furono i nipoti che fin da subito andarono a ricoprire alte cariche e onorificenze – il palazzo doveva divenire una vera e propria reggia e fu per questo che furono convocati i più importanti artisti del 1600: Carlo Maderno, Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini. L’edificio infatti, già a livello architettonico, costituisce un’opera sublime con le sue forme, i suoi giardini e le sue importanti decorazioni.

Cuore pulsante del palazzo è il maestoso salone di rappresentanza (che occupa in altezza ben due piani del palazzo) affrescato da Pietro da Cortona con il Trionfo della Divina Provvidenza, in cui i componenti della famiglia Barberini, mostrati tramite allegorie, si fanno strumento della Divina Provvidenza per l’esecuzione della volontà divina. Con la fine però del XVII secolo, la gloria e la ricchezza dei Barberini iniziarono a subire una lenta decadenza, nonostante vi fu ancora un altro momento di gloria, quando cioè Cornelia Costanza Barberini, verso la metà del Settecento, fece realizzare un nuovo appartamento all’ultimo piano, in puro stile rococò. Grazie al matrimonio con Giulio Cesare Colonna di Sciarra infatti, si sistemò la precaria situazione patrimoniale dei Barberini e si poté procedere con i lavori di restauro.

Il Palazzo fu poi abitato dai discendenti della famiglia fino all’epoca moderna e dopo l’Unità d’Italia l’intera area fu coinvolta nelle speculazioni edilizie e nelle trasformazioni di Roma capitale. Questo comportò la perdita di alcune sue importanti parti – come per esempio il portale d’ingresso monumentale (in piazza Barberini dove oggi è l’Hotel Bristol) e il teatro di Pietro da Cortona (che si trovava al posto dell’attuale via Barberini) – fino alla sua trasformazione in vero e proprio Museo Nazionale aperto al pubblico nel 1953. Fu così che Palazzo Barberini, insieme a Palazzo Corsini, diventò sede della Galleria Nazionale d’Arte Antica, istituita già nel 1895 dall’unione delle Collezioni Corsini e Torlonia.

Raffaello La Fornarina Roma

La Fornarina, Raffaello (Wikimedia Commons)

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Entrando oggi a Palazzo Barberini quindi si resterà incantati dinanzi a tanta bellezza, perché l’edificio custodisce al suo interno, divenendo quindi uno scrigno prezioso, alcuni capolavori assoluti della storia dell’arte mondiale. Simboli della collezione sono certamente La Fornarina di Raffaello, il Narciso e la Giuditta e Oloferne di Caravaggio o ancora il busto ritratto di Urbano VIII di Gian Lorenzo Bernini. Ma sono molte altre le opere esposte in grado di incantare il visitatore con la loro bellezza: è questo per esempio il caso della Venere e Adone di Tiziano, il Matrimonio mistico di Santa Caterina d’Alessandria di Lorenzo Lotto, il Battesimo di Cristo e l’Adorazione dei pastori di El Greco o ancora l’Annunciazione e due devoti di Filippo Lippi.

Palazzo Barberini Roma Narciso di Caravaggio

Il Narciso di Caravaggio (Wikimedia Commons)

Ma prima di lasciare il Palazzo, consigliamo di passeggiare nel suo giardino: le cronache dell’epoca lo descrivevano come un luogo pieno di delizie dove al godimento della natura si univa il piacere colto della ricca collezione di sculture classiche. Un vero e proprio “giardino segreto”, in parte progettato all’italiana, in cui i protagonisti assoluti erano fiori e piante rare provenienti anche da paesi lontani ed esotici come Spagna e India! E passeggiando oggi tra i suoi vialetti non è assolutamente difficile immaginare tutto l’antico splendore che questo luogo doveva avere.

Quando infatti nel 1656 la regina Cristina di Svezia arrivò a Roma, fu proprio nel cortile di Palazzo Barberini che venne celebrata la sontuosa festa in suo onore e l’allestimento fu davvero grandioso. Per far posto ai palchi e alle tribune per i rappresentanti della corte pontificia, si dovette addirittura procedere alla demolizione di alcune abitazioni limitrofe! In onore della regina, venne appositamente organizzato uno spettacolo sensazionale con la Giostra dei Caroselli, una sfilata di carri e cavalli con ricche bardature e personaggi abbigliati con variopinti costumi in una allegoria mitologica assai complessa. Impossibile quindi non cogliere al volo l’occasione di visitare Palazzo Barberini durante l’apertura gratuita della prima Domenica del mese, vero?

Autore: L’Asino d’Oro Associazione Culturale

In apertura: foto di Palazzo Barberini, giardini – ph Jean-Pierre Dalbéra/Wikimedia Commons (Questo file è sotto la licenza Creative Commons Attribuzione 2.0 Generico)

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